Giani si esalta agli Europei: la Germania vede il podio
di Francesco Cottafava
«Nessuno avrebbe immaginato che saremmo arrivati qui: ora ce la giochiamo Lavorare qui è difficile, ci sono stati problemi: adesso ci conosciamo meglio»
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Eliminata l'Italia, fuori anche Earvin Ngapeth e Tine Urnaut con Francia e Slovenia. Saranno semifinali dell'Europeo senza rappresentanti dell'Azimut Modena, in un torneo che finora ha riservato tantissime sorprese tra le quali anche l'eliminazione dei padroni di casa della Polonia. La favola più bella è quella della Germania che, dopo aver disputato una pessima World League ed aver fallito la qualificazione ai mondiali 2018, si ritrova ad un passo dalla finalissima con quattro vittorie sulle quattro gare disputate. L'avversario della semifinale sarà la Serbia (ore 17.30 Rai Sport), mentre dall'altra parte del tabellone si affronteranno Russia e Belgio (ore 20.30 Rai Sport). L'artefice di questo miracolo è Andrea Giani. La leggenda della pallavolo modenese e italiana ha raccontato in un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport i suoi primi mesi da tecnico della Germania.
«Se siamo in semifinale è perché ce lo siamo meritato. Penso che nessuno immaginasse che potessimo essere qui adesso e invece ce la possiamo giocare. Questo Europeo ha fatto vedere anche tante sorprese. Nel quarto di finale con la Repubblica Ceca a un certo punto si era messa male. Loro stavano giocando bene e noi eravamo in sofferenza. Poi dalla panchina sono entrati ragazzi che hanno fatto la differenza e soprattutto che hanno giocato per la squadra. E' stato un percorso di crescita. In questa estate ci sono stati diversi problemi, abbiamo dovuto conoscerci. Lavorare all’estero è anche una questione di capire bene la cultura della nuova realtà in cui ti devi calare. E mi pare che questo connubio Italia-Germania abbia funzionato: io fin dall’inizio ho voluto che si creasse empatia».
Il “Giangio” ha preso in mano la nazionale tedesca questa estate, dopo essere stato l'allenatore della Slovenia per due stagioni e aver conquistato un secondo posto agli Europei 2015, battuto poi dalla Francia di Ngapeth.
«Ci sono parecchie diversità con la Slovenia, e per un certo verso lavorare in Germania è più difficile. Lì molti dei giocatori sono ancora dilettanti: per alcuni, lo studio, la famiglia, il futuro viene prima della pallavolo. Così io mi sono trovato a gestire situazioni con giocatori che mi dicevano che saltavano questa o quella manifestazione. Mi è capitato di ricevere la telefonata di Grozer che si metteva a disposizione della squadra a una settimana dalla qualificazione Mondiale e gli ho dovuto dire di no. Per non sconfessare tutto quello che avevamo fatto con i giovani prima. Per cui spero che alcuni di questi giocatori possano trovare un ingaggio nei campionati stranieri più importanti».
«Se siamo in semifinale è perché ce lo siamo meritato. Penso che nessuno immaginasse che potessimo essere qui adesso e invece ce la possiamo giocare. Questo Europeo ha fatto vedere anche tante sorprese. Nel quarto di finale con la Repubblica Ceca a un certo punto si era messa male. Loro stavano giocando bene e noi eravamo in sofferenza. Poi dalla panchina sono entrati ragazzi che hanno fatto la differenza e soprattutto che hanno giocato per la squadra. E' stato un percorso di crescita. In questa estate ci sono stati diversi problemi, abbiamo dovuto conoscerci. Lavorare all’estero è anche una questione di capire bene la cultura della nuova realtà in cui ti devi calare. E mi pare che questo connubio Italia-Germania abbia funzionato: io fin dall’inizio ho voluto che si creasse empatia».
Il “Giangio” ha preso in mano la nazionale tedesca questa estate, dopo essere stato l'allenatore della Slovenia per due stagioni e aver conquistato un secondo posto agli Europei 2015, battuto poi dalla Francia di Ngapeth.
«Ci sono parecchie diversità con la Slovenia, e per un certo verso lavorare in Germania è più difficile. Lì molti dei giocatori sono ancora dilettanti: per alcuni, lo studio, la famiglia, il futuro viene prima della pallavolo. Così io mi sono trovato a gestire situazioni con giocatori che mi dicevano che saltavano questa o quella manifestazione. Mi è capitato di ricevere la telefonata di Grozer che si metteva a disposizione della squadra a una settimana dalla qualificazione Mondiale e gli ho dovuto dire di no. Per non sconfessare tutto quello che avevamo fatto con i giovani prima. Per cui spero che alcuni di questi giocatori possano trovare un ingaggio nei campionati stranieri più importanti».
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