Mussini: «L’emozione più grande della carriera»
Il “ct” azzurro neocampione europeo Juniores commosso: «Ho lavorato con ragazzi fantastici»
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«La più grande emozione della mia carriera».
Così si è espresso Maurizio Mussini, due titoli mondiali, due intercontinentali e ben sette europei nel suo palmares da giocatore, pochi minuti dopo la conquista da commissario tecnico coi suoi ragazzi del Campionato Europeo Juniores a squadre, sabato scorso a S. Giovanni in Persiceto.
«Una cosa forse solo paragonabile – prosegue – alla vittoria del primo Mondiale nel 1987, ed è comprensibile: abbiamo iniziato a programmare l’Europeo e s lavorare con questi ragazzi ai primi di luglio, l’ultimo periodo l’abbiamo passato continuamente insieme, inevitabile che il coinvolgimento da parte mia sia stato profondo».
Un impegno, quello da neo c.t. delle rappresentative giovanili, che il modenese Mussini, 56 anni, ha assunto con la caparbietà, la serietà e l’applicazione che lo hanno sempre contraddistinto e ancora lo contraddistinguono da giocatore: “full immersion” nel progetto-Europeo (“non lo vedevamo da una settimana”, le parole di moglie Sabrina e figlia Federica mentre seguivano le gesta degli azzurrini e del loro ‘mister’); cura quasi maniacale di tutti i particolari della preparazione, compreso l’aspetto dell’alimentazione. Correva voce che qualcuno della squadra non vedesse l’ora di ritornare a casa per poter riprendere a mangiare… Sbagliato però pensare a un sergente di ferro, e a dimostrarlo vi sono state le visibili dimostrazioni d’affetto nei suoi confronti dei neocampioni al momento del punto decisivo colto dal milanese Gusmeroli, compreso un accenno di coretto “Un capitano, c’è solo un capitano…” subito interrotto perchè sui campi vicini si stavano giocando altri incontri. Quando glielo facciamo notare, il Mussini protagonista di mille battaglie non riesce a trattenere un filo di commozione.
«Il fatto è che – spiega – ho trovato dei ragazzi veramente bravi non solo come giocatori ma anche sotto il profilo umano».
Insomma, se il buongiorno si vede dal mattino il Mussini commissario tecnico promette di non essere certo da meno di quello, sontuoso, da giocatore. O almeno glielo auguriamo.
Così si è espresso Maurizio Mussini, due titoli mondiali, due intercontinentali e ben sette europei nel suo palmares da giocatore, pochi minuti dopo la conquista da commissario tecnico coi suoi ragazzi del Campionato Europeo Juniores a squadre, sabato scorso a S. Giovanni in Persiceto.
«Una cosa forse solo paragonabile – prosegue – alla vittoria del primo Mondiale nel 1987, ed è comprensibile: abbiamo iniziato a programmare l’Europeo e s lavorare con questi ragazzi ai primi di luglio, l’ultimo periodo l’abbiamo passato continuamente insieme, inevitabile che il coinvolgimento da parte mia sia stato profondo».
Un impegno, quello da neo c.t. delle rappresentative giovanili, che il modenese Mussini, 56 anni, ha assunto con la caparbietà, la serietà e l’applicazione che lo hanno sempre contraddistinto e ancora lo contraddistinguono da giocatore: “full immersion” nel progetto-Europeo (“non lo vedevamo da una settimana”, le parole di moglie Sabrina e figlia Federica mentre seguivano le gesta degli azzurrini e del loro ‘mister’); cura quasi maniacale di tutti i particolari della preparazione, compreso l’aspetto dell’alimentazione. Correva voce che qualcuno della squadra non vedesse l’ora di ritornare a casa per poter riprendere a mangiare… Sbagliato però pensare a un sergente di ferro, e a dimostrarlo vi sono state le visibili dimostrazioni d’affetto nei suoi confronti dei neocampioni al momento del punto decisivo colto dal milanese Gusmeroli, compreso un accenno di coretto “Un capitano, c’è solo un capitano…” subito interrotto perchè sui campi vicini si stavano giocando altri incontri. Quando glielo facciamo notare, il Mussini protagonista di mille battaglie non riesce a trattenere un filo di commozione.
«Il fatto è che – spiega – ho trovato dei ragazzi veramente bravi non solo come giocatori ma anche sotto il profilo umano».
Insomma, se il buongiorno si vede dal mattino il Mussini commissario tecnico promette di non essere certo da meno di quello, sontuoso, da giocatore. O almeno glielo auguriamo.
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