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Scala: «Un Carpi 2.0, ora consegnamo il giudizio al campo»

di Fabio Garagnani
Scala: «Un Carpi 2.0, ora consegnamo il giudizio al campo»

Il digi: «Siamo convinti di aver operato bene sul mercato, ma partiamo all’ultimo posto sulla griglia di partenza»

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Tocca a Matteo Scala fare il tradizionale punto di fine mercato. Il Direttore generale biancorosso ha vissuto quest’ultimo mese a stretto contatto con il Direttore sportivo Matteo Lauriola, condividendone scelte e strategie. Un vero lavoraccio, con una sessantina di operazioni tra entrate e uscite, prestiti compresi. Il bilancio complessivo è positivo: “E’ stato un mercato in continua evoluzione – ha detto Scala – ma siamo riusciti quasi sempre ad arrivare al nostro obiettivo. Come società siamo soddisfatti e bisogna dare merito a tutti. Per questo voglio ringraziare Daniele Ferri e Matteo Lauriola”. I tre colpi last minute hanno contribuito a formare una rosa numerosa e giovane: “Manconi è un attaccante di grande gamba. Lo abbiamo voluto e lo seguivamo da tempo, ma non era in uscita. Quando abbiamo capito che poteva andare alla Ternana ci siamo infilati. Belloni è un giocatore di squilibrio, che ci mancava in rosa. Yamga ha invece grandi prospettive, ancora di difficile collocazione in campo. Sabato ci avrebbero fatto comodo tutti e tre. Sono gli ultimi arrivati ma questo non vuol dir nulla. Può semplicemente voler dire che il giorno prima non erano in uscita o avevano situazioni differenti. Nell’ultimo giorno tutti devono mettere giù le carte. Questo ci ha consentito di arrivare a profili che si adattano alla nostra realtà: giovani, forti fisicamente, con gamba e tante motivazioni”.

LA COMPETIZIONE

La rosa numerosa ed equilibrata segna un cambio di rotta rispetto alle ultime stagioni: “La competizione è alla base di un gruppo sano e aumenta la prestazione alla domenica. Non ci sono titolari. Siamo in 28: prima bisogna conquistarsi la pettorina per farsi l’amichevole del giovedì, poi ci sarà da conquistarsi un posto da titolare. Questa deve essere un’arma. A gennaio cercheremo di capire chi si è integrato o meno, già con idee più chiare. Oggi il mister ha varie soluzioni. Pagheremo un po’ lo scotto ma attraverso gli esperimenti troveremo l’identità della squadra”. Qualche affare perso però c’è: “Alcuni nomi circolati erano veri, altri no. Ad esempio a Parigini non siamo mai stati vicini. Con Melchiorri è la storia di un amore mai nata. Avevamo l’accordo con l’agente ma il giocatore non se l’è sentita. Per fare accordi bisogna essere in tre. Quando sono d’accordo solo due parti bisogna che uno si accontenti. Ma chi non è vento non aveva motivazioni adatte alla nostra causa. Chi viene qui deve sposare una causa per amore”.

LE PLUSVALENZE

Buoni affari sono arrivati dalle cessioni, una garanzia sul futuro: “Il merito è di tutti. Il più grosso dello staff. Non ha mai avuto le luci ribalta ma se abbiamo venduto a quelle cifre vuol dire che i giocatori sono stati lavorati da professionisti di grandissimo livello. La cessione di Mezzoni è un riconoscimento al nostro settore giovanile. Noi prendiamo giocatori da settori o categorie in cui pochi vanno a curiosare. Le plusvalenze realizzate serviranno per tenere il Carpi su questi livelli anche gli anni prossimi. Il Carpi non deve durare solo quest’anno, ma ragionare su progetti a medio lungo termine. Chi è rimasto, invece, va ringraziato. Abbiamo voluto bene a tutti, ma se un giocatore vuole andar via per noi diventa da incedibile a molto costoso”.

I POLI OPPOSTI

Chi non se n’è andato è Leonardo Blanchard, che rimarrà fuori rosa: “Aveva raggiunto accoro con il Bari, poi non si capisce perché, ci ha ripensato. La soluzione tecnica è nota: non rientra nei piani della società. Sarà fuori lista. Si allenerà con la squadra come prevedono i regolamenti. Il futuro è problema suo, non mio. Se vuole rimanere, rispetteremo la sua scelta e si allenerà con noi”. Chi invece ha già prolungato è Giancarlo Malcore.

Il giovane attaccante aveva un contratto di un anno con opzione sui due successivi. Dopo pochi giorni di allenamento la società lo ha richiamato e gli ha offerto un quinquennale. Ora è del Carpi fino al 2022. Tra i pali, invece, si punta tutto su Colombi: “Simone se lo merita. Negli ultimi anni non ha avuto la giusta serenità ed ha sofferto, anche perché sul mercato non siamo riusciti a fare quello che volevamo. Ha grande voglia e abbiamo pensato che fosse giusto puntare su di lui, preferendo la sua serenità rispetto alla competizione. I due ragazzi che lo affiancano hanno voglia e entusiasmo ma devono ancora adattarsi alla categoria”.

SI PARTE ULTIMI

Di tutti gli anni targati Stefano Bonacini, è forse quello più enigmatico: “Come griglia di partenza siamo all’ultimo posto con il motorino. Gli altri hanno cilindrate che vanno dal 125 al 500. Dobbiamo metterci lì, piano piano e soffrire come contro il Novara.

Abbiamo perso tutte le certezze che avevamo, ma noi speriamo che chi è arrivato sia meglio di chi è andato. Ci sarà uno scotto da pagare ma lo sappiamo”. E poi, si sa, queste vicende hanno sempre un giudice: “Per quelli che sono i nostri criteri abbiamo fatto bene. Ora deciderà il campo”.



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