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Simoni ha un pensiero fisso: «Vincere»

Simoni ha un pensiero fisso: «Vincere»

Il tecnico: «Quando lavori con Stoytchev può essere solo quello l’obiettivo»

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L'Azimut Modena si avvia verso la conclusione della seconda settimana di preparazione fisica. All'interno del Pala Panini i carichi di lavoro si fanno mano a mano più pesanti, con Radostin Stoytchev che inizia ad inserire i primi dettami tattici nelle sedute di tecnica con la palla. Al fianco del tecnico bulgaro c'è Dario Simoni, allenatore bresciano che, anche lui per la prima volta, siederà sulla panchina del Pala Panini. Simoni è reduce dall'esperienza di secondo allenatore di Trento, prima come vice Stoytchev poi come vice Lorenzetti, dopo aver allenato, tra le altre, Latina e Roma. Coach Simoni come stanno andando i primi allenamenti della stagione?

«Stanno andando bene. Stiamo lavorando attentamente in previsione dell'inizio del campionato».

Su cosa vi state concentrando in questi giorni? Tenendo presente anche le tante assenze per via degli impegni con le nazionali.

«Stiamo attraversando una prima parte che è una sorta di rodaggio. Poi andremo ad introdurre gli elementi tecnici che ha impostato “Rado” nel programma iniziale».

E' già stato al fianco di Radostin Stoytchev in due occasioni, ci può svelare qualche segreto dell'allenatore bulgaro?

«Innanzitutto lo ringrazio per le parole che ha speso nei miei confronti. Su di lui segreti non ce ne sono. Tra me e lui, nei due anni che abbiamo fatto insieme, si è creato un rapporto particolare. Lo stimo davvero tanto sia come professionista che come uomo».

Lei l'anno scorso ha lavorato al fianco di Angelo Lorenzetti. Quali sono le differenze principali tra Stoytchev e Lorenzetti?

«Sono due profili di allenatori completamente differenti. Sono due persone diverse, due persone che vedono ed interpretano la pallavolo in maniera diversa. Però li ritengo entrambi dei bravissimi professionisti. Credo che siano i due migliori allenatori attualmente in Italia».

Dove può arrivare questa Azimut?

«Il nostro obiettivo è uno solo, ed è sempre stato quello. Vogliamo vincere. Il pensiero del successo è la prima cosa che ho respirato da quando ho lavorato con Stoytchev. In testa c'è solo un'idea ed un obiettivo, che non è far bene o migliorarsi, ma è quello di vincere».

Sta seguendo gli Europei? Ha una sua personale favorita?

«La definizione che posso dare di questi Europei è “interessante”. Credo che la Russia abbia le carte in regola per arrivare in finale, poi vedo la Serbia favorita nella sfida contro la Germania di Andrea Giani. Ci sono state tantissime sorprese in questa manifestazione». (f.c.)

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