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Hamilton show, ira Marchionne

Hamilton show, ira Marchionne

Vettel terzo a 36” dal nuovo leader del Mondiale. «Imbarazzante, questa non è la Ferrari»

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MONZA . In una Monza che da anni non era così 'calda', così Rossa, Lewis Hamilton e la Mercedes hanno sbattuto in faccia alla Ferrari la loro attuale superiorità, dominando Gp d'Italia che a Maranello sapevano poteva essere difficile ma forse non pensavano a tal punto. Il terzo posto di Sebastian Vettel, oggi mai in grado di tenere il passo delle Stelle d'argento, solo in parte lenisce le ferite di una gara tutta in difesa e che sancisce il sorpasso del britannico, già a sei vittorie quest'anno, in testa al Mondiale. I fischi e i 'buu' riservati ad Hamilton da una parte del pubblico - 185 mila presenze in tre giorni, record: nella sola giornata di ieri gli spettatori erano 93 mila - la dicono lunga sulle attese e le delusioni di una giornata risultata perfetta solo per il team anglo-tedesco e fanno eco all'ira di Sergio Marchionne: «La differenza è stata quasi imbarazzante. Questa non è la Ferrari: bisogna raddoppiare l'impegno», ha detto il numero uno di Maranello, confessando senza remore: «Mi girano le balle...».

E per fortuna della Ferrari la Red Bull ha deciso di 'rinunciare' alla gara, apportando interventi alle power unit che hanno relegato nelle retrovie della griglia Daniel Ricciardo e Max Verstappen, altrimenti almeno l'australiano, quarto al traguardo davanti a Kimi Raikkonen, avrebbe potuto togliere altri punti al tedesco. Hamilton, dopo la pole record di sabato sotto l'acqua, ha volato anche sotto il sole della domenica, dominando dal primo all'ultimo giro, mancando solo di firmare il giro veloce, appannaggio di un impressionante Ricciardo. I tre punti su Vettel sono nulla, ma la pressione che il britannico sta mettendo sul Team del Cavallino è davvero tanta.

Incurante di tutto e sicuro di sè, Hamilton al 'verde' è scappato via, mentre i giovanissimi Lance Stroll con la Williams ed Estaban Ocon con la Force India non si sono fatti tradire dall'emozione e hanno mantenuto la seconda e terza posizione che avevano avuto in dote dalle pazze qualifiche. Raikkonen ha superato Bottas e Vettel si è prudentemente tenuto a distanza.

Presto però il finlandese della Mercedes ha ripassato il connazionale e si è liberato dei due 'rookie', accodandosi al compagno di squadra per i successivi 52 giri. Vettel, capita l'antifona, lo ha imitato, piazzandosi al terzo posto ma faticando a tenere il ritmo dei due di testa, che alla fine lo hanno staccato di 30 secondi. Intanto, dalle retrovie, era cominciata la rimonta di Ricciardo. Ultimo a fermarsi per il pit stop, quasi al 38/o giro, l'australiano si è ritrovato alle spalle di Raikkonen - ancora una gara opaca per lui - passandolo come una freccia e solo il grande distacco iniziale gli ha impedito di mettere nel mirino Vettel. Sfortunato Max Verstappen, che a causa di una 'toccata' con Massa in avvio è rimasto fuori dai giochi, portando a casa un solo punto.

Il Mondiale lascia l'Europa e si sposta ora in Asia per le gare a Singapore (17 settembre), in Malesia (1 ottobre) e Giappone (8 ottobre). Tre circuiti dove la Ferrari si aspetta di essere molto più competitiva. Ne è convinto Vettel, che dal podio di Monza ha fatto quasi una solenne promessa: «E' stata una gara difficile ma so che arriviamo. Vedrete, arriviamo...», ha detto, spiegando poi che «il team è sulla strada giusta. Ci sono tante cose sulle quali miglioreremo, so che potremo solo migliorare, Sono molto ottimista». Il tris asiatico sarà il suo responso.

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