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Il Carpi passa anche a La Spezia

di Fabio Garagnani
Il Carpi passa anche a La Spezia

Rete di Mbakogu al 20’, poi Colombi para tutto e la squadra di Calabro resta in vetta

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LA SPEZIA. Non poteva esserci luogo più accogliente per farsi cullare nella prima trasferta della stagione. Il Carpi espugna il Picco, come accade ormai ininterrottamente da ben cinque stagioni, giocando un buon calcio per un tempo intero, poi affidandosi a Colombi per mettere il risultato in congelatore. Buona la prima anche in trasferta, e ora i tifosi si possono godere una fetta di primato a punteggio pieno.

LE SCELTE INIZIALI In casa Spezia è da registrare l’esordio della promessa di scuola atalantina Pessina a centrocampo. Lo affiancano Juande e Acampora, preferiti all’ultimo arrivato Giorgi e a Vignali. In attacco l’ex modenese Granoche è affiancato da Forte. Non ci sono i nazionali Candela e Calabresi ma tra i pali recupera Di Gennaro. Il primo Carpi da trasferta è un inedito assoluto: i nuovi arrivati Ligi, Bittante e Manconi si uniscono al ripescato Saric segnando una profonda discontinuità con la squadra vista contro il Novara. Ligi va a completare la difesa a tre insieme ai collaudati Sabbione e Poli, Bittante si schiera sulla fascia sinistra, Saber si accentra per lavorare i palloni davanti alla difesa e Saric completa la batteria degli interni insieme a Verna. Davanti, Manconi a fianco di Mbakogu. Solo panchina per alcuni protagonisti di questo avvio di campionato, come Pasciuti, Capela e Malcore. Addirittura tribuna per Concas.

LA ZAMPATA DI JERRY Quella tra Spezia e Carpi, schierate specularmente con il 3-5-2, è una sfida a scacchi sin dai primi minuti. Ben giocata, visto che nessuna delle due riesce realmente a farsi pericolosa dalle parte del portiere. Mister Calabro vuole che il pressing disturbi la costruzione della manovra spezzina sin sul nascere, e così accade. I biancorossi presidiano la metà campo avversaria togliendo respiro alla manovra ligure che non riesce a svilupparsi come vorrebbe. Il ritmo imposto da Verna, Saber e Saric è frenetico ma i padroni di casa rispondono con le stesse armi. La lotta a centrocampo non fa prigionieri e non ha vincitori. Il tentativo di Granoche all’8’ arriva solo grazie ad un errore di fraseggio degli ospiti, ma Colombi respinge con i piedi. Si va avanti così fino alla zampata di Mbakogu che rompe l’equilibrio: al 20’ Jelenic spara direttamente in porta a posizione defilata su punizione, Di Gennaro respinge centralmente, Mbakogu è bene appostato e realizza il più facile dei tap-in. Dopo 451 minuti cade l’imbattibilità del Picco. Non poteva farlo che col Carpi, bestia nera per eccellenza dell’Aquila ligure. Ci si aspetterebbe la reazione di orgoglio dei padroni di casa ma tutto rimane come prima, con la manovra di entrambe che muore a centrocampo. Per l’unico sussulto c’è da attendere i minuti di recupero, con un bel contropiede orchestrato da Saric e concluso da Manconi a pochi centimetri dal palo.

SAN COLOMBI Nessun cambio in avvio di ripresa, ma lo Spezia rientra con la voglia di rovesciare subito il risultato. Ci va anche vicino, almeno per un paio di volte. Prima tocca a Forte portare lo scompiglio in area biancorossa ma è troppo solo e il Carpi riesce a sbrogliare. Al 7’ ci vuole un vero e proprio miracolo di Colombi per evitare che l’inzuccata da un paio di metri su corner di Granoche riporti tutto in parità. Tocca ancora all’estremo difensore biancorosso bloccare la svirgolata di Ligi a pochi centimetri dalla linea di porta. Col passare dei minuti la furia dei padroni di casa cala. Per ravvivarla, mister Gallo fa i primi cambi: dentro Giorgi per Juande, con Pessina spostato davanti alla difesa, e Marilungo, fiore all’occhiello della campagna acquisti estiva, per Acampora. Si tutela anche Calabro, che preferisce le doti di contenimento di Mbaye alle qualità in costruzione di Saber. Riprende il fiato, lo Spezia, nei minuti finali, ma trova un Colombi in stato di grazia, decisivo in almeno un paio di occasioni, prima sul destro in diagonale di Granoche al 37’, poi, un minuto dopo, quando Okereke sfugge al controllo e si presenta tutto solo davanti alla porta, bravissimo con i piedi e insuperabile anche sul successivo tentativo di tap in a firma Granoche. Sul finire, mister Calabro ci ripensa: giù Yamga, entrato da una ventina di minuti, e dentro Brosio per avere un’altra torre. A salvare tutto è però ancora Colombi, attento su Okereke.



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