il punto
È un Carpi senza titolari fissi ma ha già un’identità precisa
Il Carpi di questo avvio di campionato gioca con le maschere: benissimo per un tempo, in trincea a ribattere colpo su colpo gli assalti avversari nel secondo. Prima il gioco, poi la capacità di...
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Il Carpi di questo avvio di campionato gioca con le maschere: benissimo per un tempo, in trincea a ribattere colpo su colpo gli assalti avversari nel secondo. Prima il gioco, poi la capacità di soffrire, in due partite che hanno avuto una storia e una evoluzione molto simili. La miglior condizione fisica servirà a dilatare quei primi 45 minuti. Calabro, come il predecessore Castori, vuole che il suo calcio venga giocato ai cento all’ora. Ci si arriverà, ma il rischio è lasciare qualche caduto per strada. Il primo indiziato è Concas, che in questo avvio di stagione fatica a trovare un posto nello scacchiere. E’ bastato un piccolo risentimento per farlo passare dallo scampolo giocato contro la Salernitana in Coppa Italia alla tribuna del Picco. Il Carpi ha fretta, e non ha tempo di aspettare. Neppure che Yamga si adatti alle esigenze tattiche. Per questo il tecnico l’ha tolto dopo soli 19 minuti dall’ingresso. Una ricchezza già fruttuosa, invece, è la vastità della rosa: «La nostra arma è non avere titolari - aveva detto il dg Matteo Scala - ne pagheremo un po’ lo scotto ma troveremo l’identità della squadra». Tutto vero, tranne che lo scotto, anche grazie ad una dose di buona sorte, non si è pagato, e l’identità della squadra emerge già con chiarezza, almeno fino a quando c’è ossigeno. (f.g.)
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