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Squinzi: «Berardi vale più di 40 milioni Credo molto in lui»

di Giacomo Gullo
Berardi e Squinzi
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Berardi e Squinzi

«Gli abbiamo prolungato il contratto per fargli passare  la voglia di andar via: vorrei diventasse la nostra bandiera» 

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SASSUOLO Di estimatori, in giro per l’Italia ne ha parecchi: ma il tifoso numero uno di Domenico Berardi resta probabilmente Giorgio Squinzi. Il Dottore ha da sempre un debole per il talento calabrese e la bollente estate ormai alle spalle è l’ennesima conferma di una passione sportiva che mister Mapei ha voluto ribadire anche ieri, dalle colonne di gazzetta.it. Intervistato sulla permanenza del gioiellino in neroverde e sul fresco rinnovo contrattuale, Squinzi ha rimarcato un concetto già espresso in passato e sottolineato anche dall’amministratore delegato Carnevali alla conclusione del calcio mercato: la società vuole fare di Berardi la bandiera neroverde, nonostante le offerte piovute sulla scrivania della dirigenza del Sassuolo anche nell’ultima sessione delle trattative estive: «Siamo molto felici di averlo trattenuto, nessuno di noi ha mai smesso di credere in lui. Il rinnovo fino al 2022? Non c'è una spiegazione specifica. Abbiamo semplicemente adeguato la situazione in modo tale da fargli passare la voglia, o meglio, la tentazione di andare via. Vorrei diventasse la nostra bandiera: è il mio sogno».

Ad alimentare il sogno e a scoraggiare le possibili pretendenti c’è anche quella valutazione di almeno 40 milioni che tanti operatori di mercato hanno ritenuto eccessiva, soprattutto alla luce di una stagione, l’ultima, condizionata da un pesante infortunio che ha limitato il ragazzo di Calabria. Ma per mister Mapei il prezzo di Berardi non poteva (e non può) scendere da quella cifra, con buona pace delle stime di mercato fatte dai potenziali acquirenti. E con buona pace anche di Bernardeschi e Schick. Squinzi non teme il paragone tra i due talenti di Juve e Roma e il suo pupillo: «Berardi vale tutti quei soldi, 40 milioni è la richiesta corretta per un giocatore con le sue qualità. Anzi, probabilmente ne vale ancora di più. Schick e Bernardeschi non sono assolutamente superiori a Berardi: come minimo Domenico è al loro livello, se la gioca tranquillamente». Tentato dall’offerta monstre del Napoli, inseguito a lungo dalla Roma del suo mentore Di Francesco e , in passato, più volte promesso sposo della Juve. Non è strano vedere il nome di Berardi accostato ai top club. Ma non dite a Squinzi che tra le pretendenti c’è l’Inter…: «In realtà non c'è stato mai alcun tipo di veto nei confronti dei nerazzurri, ma voglio essere sincero: da milanista farei fatica a vederlo con certi colori».
 

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