L’Azimut guarda al futuro: Stoytchev si gioca Jensen
di Francesco Cottafava
Volley A1 maschile. Il coah ha voluto il giovane alzatore danese per uno stage a Modena. «Qui il livello della pallavolo è altissimo: sto già imparando tanto»
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Mads Kyed Jensen. E' questo il nome del palleggiatore danese classe 1999 che è sceso in campo con i gradi da titolare nella prima amichevole giocata dall'Azimut, persa contro la nazionale tunisina. Jensen è uno dei baby talenti voluti da Stoytchev per effettuare uno “stage” a Modena e scoprire i campioni del futuro, assolutamente riconoscibile perché, nonostante il ruolo, è alto 2 metri e 9 centimetri. Il campioncino nordico ha compiuto diciotto anni il 24 aprile, ed è già in pianta stabile nella prima squadra del Gentofte, formazione che milita nel massimo campionato danese e che l'anno prossimo giocherà la Challenge Cup. Il Gentofte lo scorso anno si era qualificato addirittura per la Champions League, superando al primo turno il Budva ed uscendo ad un passo dai gironi per mano dei russi del Belgorod. Jensen, ovviamente, è il faro delle nazionali giovanili danesi, avendo vestito la maglia dell'Under 18, dell'Under 19 e quella dell'Under 21. Tantissimi addetti ai lavori hanno iniziato a parlare di lui dopo averlo visto all'opera, sorpresi ed affascinati dal suo tocco di palla nonostante l'incredibile altezza. La giovane promessa danese ha rilasciato un'intervista al portale “Volleyball.dk” dove ha raccontato la sua prima settimana come ospite al Pala Panini. «Il livello del gioco durante gli allenamenti è molto più alto di quello che ho visto fino a questo punto della mia carriera - ha spiegato il biondo alzatore – solamente nella partita contro il Belgorod di Champions League ho visto cose simili. Nonostante il livello qualitativo sia così grande, io posso starci però. Stoytchev è un grande allenatore e ho già imparato molto in questi primi giorni trascorsi al PalaPanini. Tutte cose che porterò con me in Danimarca. Avrò anche l'opportunità di vedere se fare il giocatore di pallavolo professionista fulltime rientra nelle mie corde. Modena mi sta osservando, magari in un paio di anni potrei tornare se la società mi reputa abbastanza interessante...».
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