Sorpresa Petrucci, Dovizioso però è in palla
di Cristiano Marcacci
MotoGp. Buone indicazioni dalla Ducati nelle libere di Misano, Viñales ha il secondo crono
3 MINUTI DI LETTURA
INVIATO A MISANO ADRIATICO. Sarebbe come se un amico ti portasse a mangiare la migliore piadina romagnola e tu scoprissi che la fanno senza strutto. Per molti, Misano quest’anno è così. Ormai la maggior parte ha in tasca i biglietti, già acquistati da mesi, ma in tanti, se avessero dovuto comprarli in questi giorni, avrebbero certamente dirottato l’interesse verso un’ultima domenica da trascorrere al mare. La MotoGp orfana di Valentino Rossi è questa: una passione che non arde, che rimane sopita.
Nonostante il tricolore continui a sventolare fiero ed orgoglioso. La Ducati è il missile da battere, Andrea Dovizioso è sbarcato in riva al “suo” Adriatico da leader provvisorio della classifica mondiale, Danilo Petrucci torna ad alzare la voce, Michele Pirro vuol essere la sorpresa del week-end e Andrea Iannone si dà una svegliata. È quanto ha declamato la prima giornata del Gran premio di San Marino e della Riviera di Rimini, che ieri ha celebrato Aprilia nel trentennale dalla sua prima vittoria mondiale. Misano, però, si colora subito di rosso, anche se non è quello della Ducati ufficiale, bensì della Ducati Pramac di Petrucci. È suo, infatti, il miglior tempo delle libere del venerdì (1’33”231), di appena cinque millesimi migliore di Maverick Viñales, secondo nella graduatoria provvisoria mondiale, rinfrancato per aver notato netti miglioramenti nell’ingresso in curva del proprio mezzo e mai stato così coccolato come in questo fine settimana. Con l’assenza dell’asso di Tavullia e la decisione di non sostituirlo, la Movistar Yamaha ha ovviamente concentrato tutte le attenzioni sul giovane spagnolo.
Desmodovi ha preferito non utilizzare la carena triplano che hanno invece montato gli altri ducatisti Jorge Lorenzo e Pirro, ma è comunque in terza posizione. Ha mostrato un buon passo, che gli ha permesso di star davanti alle due Honda. Quarto è Dani Pedrosa, che forse è sulla strada buona per riacquisire un po’ dello smalto andato perduto, e quinto il campione in carica Marc Marquez. È arrivato in Italia trainato dai favori del pronostico. La sua Honda potrebbe adattarsi bene al tracciato romagnolo, ma el Cabroncito avrà il suo bel da fare per imporsi e aver ragione degli avversari. Lui stesso lo ha capito alla “Misano 2”, quando la moto gli è sfuggita dal controllo ed è scivolata nella ghiaia a pochi minuti dal termine del secondo turno di prove.
Per la lunga serie “il motociclismo si fa beffe della medicina” desta clamore il sesto miglior tempo di Cal Crutchlow, solamente pochi giorni fa all’ospedale di Pistoia dopo un incidente domestico in quel di Quarrata (la sua residenza italiana). Si è lesionato il tendine dell’anulare della mano sinistra mentre stava tagliando il formaggio. Stringendo i denti a causa di un dolore che talvolta deve essere lancinante, è riuscito a mettere dietro le Ducati di Pirro (collaudatore in possesso di una “wild card” per Misano) e di Lorenzo. Diventa una notizia il nono tempo di Iannone con la Suzuki, che per ottanta millesimi è davanti a Tito Rabat, che ha ufficializzato il passaggio al team iberico Avintia per il 2018.
Italiani protagonisti anche nelle classi definite impropriamente minori. In Moto3 brilla la “stellina” Fabio Di Giannantonio, che per il momento prevale su Martin e Bastianini (Fenati è quinto), mentre in Moto2 schizza alla ribalta l’accoppiata Mattia Pasini-Franco Morbidelli, rispettivamente primo e secondo.
Nonostante il tricolore continui a sventolare fiero ed orgoglioso. La Ducati è il missile da battere, Andrea Dovizioso è sbarcato in riva al “suo” Adriatico da leader provvisorio della classifica mondiale, Danilo Petrucci torna ad alzare la voce, Michele Pirro vuol essere la sorpresa del week-end e Andrea Iannone si dà una svegliata. È quanto ha declamato la prima giornata del Gran premio di San Marino e della Riviera di Rimini, che ieri ha celebrato Aprilia nel trentennale dalla sua prima vittoria mondiale. Misano, però, si colora subito di rosso, anche se non è quello della Ducati ufficiale, bensì della Ducati Pramac di Petrucci. È suo, infatti, il miglior tempo delle libere del venerdì (1’33”231), di appena cinque millesimi migliore di Maverick Viñales, secondo nella graduatoria provvisoria mondiale, rinfrancato per aver notato netti miglioramenti nell’ingresso in curva del proprio mezzo e mai stato così coccolato come in questo fine settimana. Con l’assenza dell’asso di Tavullia e la decisione di non sostituirlo, la Movistar Yamaha ha ovviamente concentrato tutte le attenzioni sul giovane spagnolo.
Desmodovi ha preferito non utilizzare la carena triplano che hanno invece montato gli altri ducatisti Jorge Lorenzo e Pirro, ma è comunque in terza posizione. Ha mostrato un buon passo, che gli ha permesso di star davanti alle due Honda. Quarto è Dani Pedrosa, che forse è sulla strada buona per riacquisire un po’ dello smalto andato perduto, e quinto il campione in carica Marc Marquez. È arrivato in Italia trainato dai favori del pronostico. La sua Honda potrebbe adattarsi bene al tracciato romagnolo, ma el Cabroncito avrà il suo bel da fare per imporsi e aver ragione degli avversari. Lui stesso lo ha capito alla “Misano 2”, quando la moto gli è sfuggita dal controllo ed è scivolata nella ghiaia a pochi minuti dal termine del secondo turno di prove.
Per la lunga serie “il motociclismo si fa beffe della medicina” desta clamore il sesto miglior tempo di Cal Crutchlow, solamente pochi giorni fa all’ospedale di Pistoia dopo un incidente domestico in quel di Quarrata (la sua residenza italiana). Si è lesionato il tendine dell’anulare della mano sinistra mentre stava tagliando il formaggio. Stringendo i denti a causa di un dolore che talvolta deve essere lancinante, è riuscito a mettere dietro le Ducati di Pirro (collaudatore in possesso di una “wild card” per Misano) e di Lorenzo. Diventa una notizia il nono tempo di Iannone con la Suzuki, che per ottanta millesimi è davanti a Tito Rabat, che ha ufficializzato il passaggio al team iberico Avintia per il 2018.
Italiani protagonisti anche nelle classi definite impropriamente minori. In Moto3 brilla la “stellina” Fabio Di Giannantonio, che per il momento prevale su Martin e Bastianini (Fenati è quinto), mentre in Moto2 schizza alla ribalta l’accoppiata Mattia Pasini-Franco Morbidelli, rispettivamente primo e secondo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
