Capuano: «Modena, massimo rispetto per i nostri tifosi»
«Ho mostrato ai ragazzi il numero di biglietti acquistati Derby da onorare per la classifica e chi crede in noi»
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«Ho detto alla squadra di guardare i dati della prevendita per il derby»: Ezio Capuano inizia così la marcia di avvicinamento mediatica, quella sul campo è iniziata da un po’, che porta a Reggiana-Modena di domani sera (ore 20,45).
«Devono sapere che la gente ama questa maglia e devono sapere quanti tifosi hanno comprato il biglietto per essere alla partita, una partita importante».
L’input motivazionale è ben piazzato, d’altra parte il mister di Pescopagano non è nuovo del mestiere.
Prima della gara del Mapei, però, un doveroso passo indietro.
Lo zero in classifica e l’immeritata sconfitta contro il Vicenza sono ancora argomento di cui trattare: «Per quanto riguarda le prestazioni non pensavo che si potesse fare così bene.
A Forlì abbiamo dominato, soprattutto nel primo tempo, e proposto un calcio discreto.
Sono convinto di una cosa: quella partita al “Braglia” la si stravinceva».
Il “caso stadio” tra l’altro sta continuando a tenere banco, stessa cosa anche per le questioni societarie: «In giro per l’Italia ci deridono chiedendoci se saremo fuori dal campionato oppure perché non giochiamo nella nostra città.
La squadra, però, deve stare fuori da tutto questo anche se se ne parla tutti i giorni.
Noi non molliamo e mai come in questo momento vogliamo essere premiati pure dai risultati».
Magari a partire proprio dal derby, impegno anche storicamente non dei più semplici per il Modena: «Affrontiamo un avversario forte e guidato da uno degli allenatori migliori della categoria – continua il tecnico dei gialli che sarà ancora squalificato - di certo il loro livello qualitativo è alto, ma anche noi siamo all’altezza perché sono convinto che la mia sia un’ottima squadra».
Ci sono poi le parole del diesse granata Giuseppe Magalini: «Ho già commentato quell’episodio.
Dico solamente che con le ultime operazioni di mercato abbiamo forse acceso l’invidia di qualcuno, bastava dire che eravamo stati bravi.
Il direttore è una persona esperta che stimo molto, ma forse in quella situazione non era tranquillo e lucido. Ormai è andata, ora pensiamo al campo e al derby».
Enrico Ballotti
«Devono sapere che la gente ama questa maglia e devono sapere quanti tifosi hanno comprato il biglietto per essere alla partita, una partita importante».
L’input motivazionale è ben piazzato, d’altra parte il mister di Pescopagano non è nuovo del mestiere.
Prima della gara del Mapei, però, un doveroso passo indietro.
Lo zero in classifica e l’immeritata sconfitta contro il Vicenza sono ancora argomento di cui trattare: «Per quanto riguarda le prestazioni non pensavo che si potesse fare così bene.
A Forlì abbiamo dominato, soprattutto nel primo tempo, e proposto un calcio discreto.
Sono convinto di una cosa: quella partita al “Braglia” la si stravinceva».
Il “caso stadio” tra l’altro sta continuando a tenere banco, stessa cosa anche per le questioni societarie: «In giro per l’Italia ci deridono chiedendoci se saremo fuori dal campionato oppure perché non giochiamo nella nostra città.
La squadra, però, deve stare fuori da tutto questo anche se se ne parla tutti i giorni.
Noi non molliamo e mai come in questo momento vogliamo essere premiati pure dai risultati».
Magari a partire proprio dal derby, impegno anche storicamente non dei più semplici per il Modena: «Affrontiamo un avversario forte e guidato da uno degli allenatori migliori della categoria – continua il tecnico dei gialli che sarà ancora squalificato - di certo il loro livello qualitativo è alto, ma anche noi siamo all’altezza perché sono convinto che la mia sia un’ottima squadra».
Ci sono poi le parole del diesse granata Giuseppe Magalini: «Ho già commentato quell’episodio.
Dico solamente che con le ultime operazioni di mercato abbiamo forse acceso l’invidia di qualcuno, bastava dire che eravamo stati bravi.
Il direttore è una persona esperta che stimo molto, ma forse in quella situazione non era tranquillo e lucido. Ormai è andata, ora pensiamo al campo e al derby».
Enrico Ballotti
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