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Carpi 2.0 e un tris per la storia

Carpi 2.0 e un tris per la storia

Malcore fulmina la Salernitana. Mai tre successi consecutivi all’inizio della stagione

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Il Carpi 2.0 di mister Calabro pianta la sua prima bandierina nella storia della società biancorossa, che col successo sulla Salernitana si mantiene a punteggio pieno dopo le prime tre giornate di campionato. Nel professionismo, non c’era mai riuscita e per una notte vale il primo posto in classifica. La trama è la stessa delle prime due: gol nel primo tempo e secondi 45 minuti in trincea. Identico anche il risultato.

LE SCELTE INIZIALI

In quasi cent’anni di vita, la Salernitana non aveva mai messo piede al Cabassi. Gli capita per la terza volta in quattro mesi: tanto è passato dal finale della scorsa stagione a questa terza giornata, passando per la Coppa Italia. A dispetto del momento del campionato, la vigilia è calda. Il tecnico emiliano Calabro parla di “partita più difficile del campionato sotto tutti gli aspetti”, mentre il clima in casa Salernitana è dettato dalla macchia di 500 tifosi granata sistemata sugli anelli della curva est. Questa volta, la risposta all’enigma Carpi, creatura ancora allo stato embrionale, è molto simile a quella vista a Spezia. L’unica differenza è il ritorno di Pasciuti in mediana. Quella del (fu) ragazzino di Carrara non è una presenza come le altre, visto che spegne la duecentesima candelina in campionato con la maglia biancorossa. Nella ultracentenaria storia di via Marx ci sono riusciti solo in quattordici. Ne fa le spese Saric, che torna in panchina, con Saber nuovamente interno di centrocampo. Davanti fiducia alla coppia Mbakogu-Manconi. Sul fronte salernitano, mister Bollini toglie Della Rocca e mette Minala in posizione da play-maker. L’ex Ricci è sull’interno destro,l’altro ex Bocalon è al centro dell’attacco, con Rossi e Gatto preferiti sugli esterni all’acciaccato Sprocati.

LA ZAMPATA DI MALCORE

Il primo tempo inizia all’insegna dell’equilibrio. Il controllo del centrocampo va e viene. Il Carpi adotta una tattica più aggressiva, con Pasciuti che sale fino a braccare Minala nella sua metà campo e cerca di creare superiorità con gli esterni, mai seguiti in copertura dal tridente ospite. Il Carpi non riesce però a rubare palla in zona d’attacco e Il gioco riesce a finisce col subire il gioco più compassato degli avversari. Ad evitare danni ci pensa l’amuleto di queste prime giornate: Colombi. Il portiere biancorosso si supera due volte: prima quando un dialogo Rossi-Gatto libera quest’ultimo a pochi metri dalla porta, la seconda sul tiro da fuori di Odjer. In mezzo, mister Calabro è costretto al primo cambio: Manconi è costretto ad uscire dal campo in barella per un risentimento alla coscia destra. Entra Malcore, che impiega un quarto d’ora a rompere l’equilibrio: al 35’ lascia superare dal lungo cross di Jelenic, protende la gamba e quasi con l’esterno destro prolunga la traiettoria rendendola imprendibile per Radunovic. Al 40’ una papera biancorossa da “Mai dire gol” rischia di pregiudicare tutto ma Bocalon non approfitta della palla persa in area da Colombi dopo un contatto con la schiena dello stesso attaccante granata. Chiude un rasoterra di Malcore bloccato da Radunovic.

LA SOLITA TRINCEA

Cambia tutto mister Bollini al rientro dagli spogliatoi: fuori Ricci e Rossi, dentro Sprocati e Rodriguez per un 4-2-4 venturiano che prevede il primo a sinistra e il secondo al centro a fianco di Bocalon. L’occasione per rimetterla in carreggiata arriva già al 4’ quando Perico si avvita sul corner battito da Gatto e di testa prende l’incrocio dei pali pieno. Il Carpi non sta a guardare, e sfiora il raddoppio con Mbakogu, Malcore e Verna. Nel primo caso è attento Radunovic, negli altri è sbilenca la mira. L’occasione della partita capita però a Rodriguez che si divora il pareggio sparando altissimo tutto solo davanti a Colombi. Con l’uscita forzata di Tuia, Bollini porta Perico al centro della difesa e inserisce Pucino a destro. Al 25’ Bittante, nel frattempo invertito con Jelenic, ha la peggio nel contrasto con Minala, che centra la caviglia costringendolo a lasciare il campo in barella, con la testa tra le mani per il dolore. Entra Brosco con Sabbione dirottato a destra. Mbakogu fallisce clamorosamente il colpo del ko al 41’ con un pallonetto maldestro e Sprocati restituisce il favore pochi secondi dopo. Si chiude 1-0, come le prime due. E’ fuga, anche se solo per una notte..



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