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Moto3, sorriso Italia grazie a Fenati

di Cristiano Marcacci
Moto3, sorriso Italia grazie a Fenati

INVIATO A MISANO ADRIATICO. Vale oro in ottica mondiale la vittoria di Marc Marquez nella Misano senza Valentino Rossi. Le tre cadute collezionate in altrettanti giorni (l’ultima ieri mattina nel...

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INVIATO A MISANO ADRIATICO. Vale oro in ottica mondiale la vittoria di Marc Marquez nella Misano senza Valentino Rossi. Le tre cadute collezionate in altrettanti giorni (l’ultima ieri mattina nel warm-up) erano solo fumo negli occhi. Lo spagnolo campione in carica ha zittito anche i più scettici. È stato di una lucidità magistrale. Ha ragionato dalla prima all’ultima curva, domando quando ce n’era bisogno la sua Honda, vittima almeno in tre occasioni di imbarcate da paura e comunque migliorata sensibilmente sotto il profilo della trazione e dell’elettronica, e aspettando il momento opportuno per piazzare il guizzo vincente.

Il suo spiccato cinismo ha spezzato le ali negli ultimi chilometri all’unico ducatista veramente competitivo, il ternano Danilo Petrucci della scuderia Pramac, che fino all’ultimo giro è stato al comando della gara. Pure lui non ha sbagliato nulla, nonostante il fiato sul collo del Cabroncito, ma non è bastato per respingere l’attacco finale messo in pratica dopo uno “studio” accurato durato due terzi di corsa. Staccato dal duo di testa Andrea Dovizioso (Ducati ufficiale), per la prima volta in carriera sul podio del Gran premio di San Marino e della Riviera di Rimini ma non più al comando solitario della graduatoria provvisoria del campionato. Insieme con lui, in testa con 199 punti, c’è proprio Marquez, che però ha più vittorie e di conseguenza è il leader.

Alla fine sono tanti i delusi, come Dani Pedrosa, solamente quindicesimo, Andrea Iannone (ritiratosi per un problema all’avambraccio), le due Aprilia entrambe nella ghiaia e Maverick Viñales, alla fine quarto seguito da Michele Pirro e Jack Miller. Di nuovo tanta amarezza per Jorge Lorenzo, con l’altra Ducati, scattato in testa con un passo e un ritmo decisamente superiori rispetto al resto del gruppo nonostante la pista zuppa di pioggia (il temporale è cessato pochi minuti prima del giro di ricognizione, ma aveva imperversato sul “Marco Simoncelli” sin dalle 9). Il feeling con la Rossa di Borgo Panigale stenta però ad arrivare e proprio nel momento in cui il maiorchino stava acquisendo vantaggio sugli inseguitori, sfruttando anche certi tratti di tracciato che si stavano pian piano asciugando, ecco la scena da rodeo: la moto subisce un violento disarcionamento e Lorenzo viene espulso come il pilota di un caccia colpito da un missile. Tutt’altro che morbida la “labbrata” rimediata sull’asfalto. Non ha fatto male fisicamente, ma moralmente sì, è una gran bella botta.

Spazio, dunque, al tandem Petrucci-Marquez. I due fanno la gara e staccano sempre di più Dovizioso. Passano i giri e sulle tribune gli orfani di Valentino Rossi cominciano a fare la bocca a una vittoria italiana. A proposito: il bilancio della “tre giorni” parla di 158.263 spettatori, di cui ben 96mila solo nella giornata di ieri.

Marquez però è in agguato. Prima si assicura che Dovizioso stia a distanza, perché non incameri più punti di lui, poi inizia a puntare Danilone. Per qualche giro sembra quasi aspettare l’errore del ducatista; poi, visto che non arriva, si decide a sferrare la zampata. Succede all’ultimo giro. È alla curva 1 che si verifica il sorpasso, assolutamente pulito, un lavoro da vero chirurgo. Petrucci è costretto ad alzare bandiera, non ha possibilità di rintuzzare. Marquez e la Honda appaiono in uno stato di grazia.

La giornata tricolore viene “salvata” da Romano Fenati, dominatore in Moto3 davanti a Joan Mir e Fabio Di Giannantonio. In questa classe sono più i piloti caduti e ritirati (16) di quelli che hanno visto la bandiera a scacchi (15). Fino alle 13.30, infatti, la pioggia ha picchiato veramente duro e ha condizionato anche la gara della Moto2, dove Franco Moribidelli ha preso la testa del gruppo ma poi al terzo giro è scivolato alla staccata della Quercia (prima era caduto già Mattia Pasini). Via libera allo svizzero Dominique Aegerter, davanti al connazionale Thomas Luthi. Quindici le cadute, solo sedici i piloti all’arrivo.

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