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Anche il Renate è squadra “nomade”

Anche il Renate è squadra “nomade”

Ha lo stadio non a norma e deve emigrare a Meda. Mai retrocesso nei dilettanti

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Modena e Renate, ovvero nomadi contro. Anche se per motivi molto diversi, in questa stagione entrambe le squadre devono giocare in esilio le loro partite casalinghe. Il nomadismo più grave ovviamente è quello del club gialloblù, che, per le cause che ben conosciamo, ha dovuto elemosinare ospitalità, non gratuita, dal Forlì. In pratica il Canarino, malgrado la sua veneranda età, è costretto a caricarsi del suo fagotto e a fare duecento chilometri tra andata e ritorno ogni volta che sul calendario di serie C sta scritto che deve giocare in casa. E’ un sorta di migrante economico che paradossalmente non può nemmeno avvalersi dello… ius soli, nonostante la sua origine sia al cento per cento autoctona. Con la prospettiva, ultima in ordine di tempo delle sventure, di dover forse giocare anche a porte chiuse. Il nomadismo del Renate è invece di tutt’altra natura: rappresenta un paese di poco più di 4 mila (4.094) abitanti (è il secondo più piccolo tra le località con una squadra tra i professionisti) nella provincia di Monza e Brianza, che ha uno stadio (‘Mario Riboldi’, 1.400 spettatori) non a norma per le gare di serie C. La squadra lombarda quindi disputa le sue partite casalinghe allo Stadio Città di Meda (2.500 spettatori a sedere), provvisto di tutte le caratteristiche per questa categoria. Da Renate a Meda comunque sono appena 20 chilometri e l’esilio delle ‘Pantere Nerazzurre’, così sono chiamati i giocatori del Renate, ha solo cause oggettivamente regolamentari, come ad esempio capitò al Sassuolo. Anche la squadra neroverde, arrivata in serie B, fu costretta ad emigrare allo Stadio Braglia perché lo Stadio Ricci non è norma per quella categoria. Rispetto al Modena, differenza sostanziale, il Renate dunque non è in esilio perché sfrattato in quanto inquilino moroso e i suoi tifosi possono seguirlo senza problemi.

Il club brianzolo vanta anche una sorta di record: da 53 anni nessuna retrocessione effettiva. L’ultima arrivò nel 1963, dalla Prima alla Seconda Categoria. Nel 1968 era scivolato in Terza Categoria, ma venne poi riammesso in Seconda, stesso lieto fine nel 2007, quando la retrocessione dalla serie D all’Eccellenza venne cancellata dal ripescaggio in quarta serie.

Claudio Romiti

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