Il Carpi a Cremona sognando un poker
Il tecnico Calabro non si fida: «Sarà una partita difficilissima da affrontare con umiltà. Il nostro entusiasmo pari al loro»
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Fosse per mister Calabro, la Cremonese non avrebbe neanche il più piccolo dei vantaggi. Neppure quello di essere una neo promossa, perché “hanno entusiasmo in più – ha detto nella tradizionale conferenza pre partita –, ma anche noi, tra virgolette, lo siamo, con tanti giocatori nuovi che giocano insieme per la prima volta e negli allenamenti mettono l’entusiasmo proprio di una neopromossa. Io e tanti giocatori abbiamo l’opportunità di confrontarci con questa categoria per la prima volta. L’umiltà non può mai mancare nella nostra squadra”. Il Carpi va a Cremona da capolista, su un campo in cui non ha mai vinto negli otto precedenti: “Ci presentiamo con la mentalità che abbiamo cercato di dare: vivere settimana per settimana senza pensare a quello che è stato fatto in precedenza. E’ l’unico modo per giocare con intensità, una delle nostre prerogative principali. Sappiamo che sarà difficilissima. La squadra di Tesser non ama fare molto fraseggio, ma ama la concretezza. Cercano le due punte per andare in profondità e attaccare le seconde palle. Conosciamo bene le loro caratteristiche e sappiamo che hanno entusiasmo. Le difficoltà sono tante, come tutte le partite che affronteremo e dobbiamo avere gli occhi aperti in ogni situazione. Sulle palle inattive e soprattutto quando avremo la palla noi. Dovremo essere molto equilibrati per non consentire ripartenze, perché hanno le caratteristiche per essere molto insidiosi e concreti in questo”. Per ora zero gol subiti in tre partite, ma non c’è dubbio che occorra creare qualche patema di meno al buon Colombi: “Dobbiamo migliorare sulla lunghezza della partita. La difesa deve mantenere le distanze che ha all’inizio, e mantenere la squadra corta. E’ un errore in cui si incorre se la squadra è giovane, e vedendo opportunità di vincere si abbassa. A volte accade anche per questione di modulo, ma di questo ne sono consapevole perché col nostro modulo, se uno dei due esterni non si alza sul terzino sul cambio di gioco, rischi di abbassarti. E’ una questione mentale, non fisica, perché i ragazzi stanno dando l’anima e stanno in campo per 100 minuti. Per come li vedo io possono però ancora migliorare perché hanno potenziale fisico da esprimere”. L’ultimo pensiero per il gruppo: “Tanti giocatori mi hanno meravigliato, e tutti possono farlo. Oggi notate Saber, Ligi o Bittante, domani noterete Giorico, Brosco e tutti quelli che in questo momento per una difficoltà per l’altra o per il momento storico della squadra non stanno avendo spazio. Tutti sono stati presi per meravigliare, rispondono a esigenze specifiche e hanno le caratteristiche necessarie.
Fabio Garagnani
Fabio Garagnani
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