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Capuano: «Questa è la pagina più brutta della mia carriera»

nostro servizio di Claudio Romiti
Capuano: «Questa è la pagina più brutta della mia carriera»

«Mi sento umiliato e ne sono l’unico responsabile: in campo c’erano delle ballerine che pattinavano»

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FORLÌ. “La pagina più brutta della mia carriera di allenatore”. L’epitaffio sulla partita del Modena è di Eziolino Capuano. Vero epitaffio, nel senso letterale del termine, perché la squadra gialloblù era appena sprofondata sotto terra dopo 90 minuti sconcertanti. Alla fine, l’unica consolazione paradossalmente potrebbe essere stata l’assenza del popolo gialloblù, al quale, se non altro, è stato risparmiato lo scempio. Nel dopopartita Capuano non cerca né scuse né alibi, e non si serve neppure di pietosi eufemismi nel catalogare la partita della sua squadra: “Una prestazione vergognosa, scandalosa, non ci sono altri aggettivi per definirla. Alleno da quasi trent’anni e mi è capitato di perdere tante altre volte, anche con punteggi più pesanti, ma una sconfitta con caratteristiche così negative non l’avevo mai subita. Mi sento umiliato”. Non cerca alibi, come si diceva, il mister gialloblù: “C’è un solo responsabile di questa figuraccia, il sottoscritto. Io alleno la squadra, quindi è tutta colpa mia, perché evidentemente non sono stato capace di presentarla in vesti migliori, né di scuoterla, né di trasmettere quello che voglio dai miei giocatori”. Il peccato mortale dei gialli, secondo Capuano? “Non posso accettare l’atteggiamento di arrendevolezza che ho visto in campo da parte dei miei. Arrendersi e scaricare sempre su qualche compagno, questo proprio non mi va. E’ stata una prestazione vergognosa, indecorosa, in campo c’erano bambole che pattinavano, non calciatori, non era una squadra di Capuano quella che ha perso con il Renate. Proprio l’atteggiamento di resa è per me la delusione più grande, la più grande della mia carriera”. L’allenatore dei gialli non vuole neanche sentire parlare di alibi: “Non ci sono scuse, né alibi. Lo stadio vuoto, la situazione societaria, la condizione fisica non ancora ottimale in questo momento della stagione non possono essere presi come alibi. Se ti arrendi prima, la condizione fisica non c’entra”. Si sente tradito dai suoi giocatori? “Non parlerei di tradimento, anche se a molti di questi giocatori ho dato tanto e dovrebbe esserci sempre un po’ di riconoscenza. Nelle gare precedenti la squadra almeno aveva giocato e soprattutto sempre lottato, questa volta niente di tutto questo”. E ora come ripartire dopo una batosta terribile? “Ribadisco che non sono Schettino, non abbandonerò la nave”.

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