Carpi, che prova di forza: rimonta la Cremonese
nostro servizio di Fabio Garagnani
Mbakogu va in gol, un punto che vale oro in trasferta per i biancorossi
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CREMONA. Il Carpi di mister Calabro supera una delle sue prime prove di maturità a pieni voti: allo Zini di Cremona, al cospetto di una delle protagoniste annunciate della stagione, Poli e compagni strappano con pieno merito un pareggio per nulla scontato, soprattutto dopo il gol lampo di Brighenti, arrivato dopo una manciata di secondi dal fischio iniziale. In pari anche il conto dei legni: uno per parte. I biancorossi hanno mostrato solidità e personalità, rimontando lo svantaggio e rischiando addirittura di vincerla. Il primo posto, seppur in coabitazione, è in cassaforte per un’altra giornata.
MBAYE E CONCAS DALL’INIZIO
Mister Calabro sceglie la quarta formazione in altrettante gare. Le novità dal primo minuto sono quelle di Mbaye, che va a posizionarsi davanti alla difesa, e Concas, ripescato dopo un paio di settimane di tribuna per far da guardaspalle a Mbakogu. Ancora panchina per Malcore. Pasciuti occupa la pedina laterale sinistra, lasciata sguarnita dall’infortunato di Bittante. In casa Cremonese, Tesser lascia Paulinho in sala d’attesa in compagnia di Croce, del quale non vuole forzare il rientro. L’undici, è così lo stesso della trasferta di Vercelli, fatta eccezione per Marconi che dà un turno di riposo a Canini al centro della difesa. Lo snodo, seppur si sia solo alla quarta giornata, è interessante: per testare le ambizioni dei padroni di casa e per confermare la solidità del Carpi, arrivato all’appuntamento primo in classifica senza reti subite.
LA RISPOSTA DI JERRY
Si gioca in uno stadio Zini gremito nei settori di tribuna e curva di casa. I distinti rimangono chiusi, mentre nella curva ospiti sono circa 250 le presenze carpigiane. La partita si apre col minuto di raccoglimento in memoria delle vittime del nubifragio che ha colpito la città di Livorno nei giorni scorsi. Per il Carpi, la strada si mette in salita dopo soli 58 secondi. Tanto basta, alla Cremonese, per passare in vantaggio: Mokulu elude l’intervento di Ligi, crossa dalla mancina e pesca Brighenti, puntuale nel taglio sul primo palo. Sul piatto destro niente da fare per Colombi. Il capitano grigiorosso sfiora addirittura la doppietta dopo un paio di minuti, ma sulla verticalizzazione di Piccolo perde il tempo e consente alla difesa biancorossa di recuperare. Inizio peggiore non si poteva immaginare per i biancorossi, che faticano a trovare il bandolo in fase di costruzione. La Cremonese non concede profondità e cattura tutti i lanci lunghi verso la coppia Concas-Mbakogu. Ci sono due eccezione, ma sono di quelle che fanno – nel primo caso farebbero – malissimo: sulla prima, al 17’, Marconi taglia la strada a Mbakogu in area cremonese. L’impatto c’è, il rigore pure. Non la pensa così la giacchetta nera Giuia. La seconda arriva al 34’, quando un lungo fraseggio è improvvisamente accelerato dalla verticalizzazione di Concas sulla quale piomba Mbakogu che brucia tutta la difesa cremonese e infila Ujkani con un preciso pallonetto. In mezzo un tiro alle stelle per parte, di Pesce e Saber. Di nuovo sul pareggio, i biancorossi crescono sul finale del tempo, e pur senza mai affondare, costringono gli avversari nella loro metà campo .
DOPPIO PALO
Il secondo tempo si apre con un destro di Arini ma in un contesto di equilibrio è il Carpi ad andare più vicino al raddoppio, quando sul corner di Jelenic, Concas prende la traversa piena con un colpo di testa al 17’. Le iniezioni di ossigeno di Tesser, dentro Castrovilli e Palinho, sembrano dare frutti: al 24’ proprio Paulinho pareggia il conto dei legni con una sventola dal limite sul palo esterno. Il Carpi abbassa il baricentro, e rischia ancora su Croce e Mokulu. Calabro risponde con Saric a centrocampo e Saber spostato in trequarti, poi gioca con le motivazioni inserendo Carletti, che da queste parti, casa sua, era stato scartato. Al 38’ proprio un duetto tra il nuovo entrato e Mbakogu crea il panico in area cremonese, mentre al 40’ Ujkani deve superarsi per ribattere il colpo di testa di Ligi. Restituisce Colombi su Cavion a pochi secondi dalla fine. E’ l’ultima occasione prima che il fischio dell’arbitro suggelli un giusto pareggio. Finisce con Carletti sotto la curva della Cremonese che lo invoca a gran voce come “uno di noi”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
MBAYE E CONCAS DALL’INIZIO
Mister Calabro sceglie la quarta formazione in altrettante gare. Le novità dal primo minuto sono quelle di Mbaye, che va a posizionarsi davanti alla difesa, e Concas, ripescato dopo un paio di settimane di tribuna per far da guardaspalle a Mbakogu. Ancora panchina per Malcore. Pasciuti occupa la pedina laterale sinistra, lasciata sguarnita dall’infortunato di Bittante. In casa Cremonese, Tesser lascia Paulinho in sala d’attesa in compagnia di Croce, del quale non vuole forzare il rientro. L’undici, è così lo stesso della trasferta di Vercelli, fatta eccezione per Marconi che dà un turno di riposo a Canini al centro della difesa. Lo snodo, seppur si sia solo alla quarta giornata, è interessante: per testare le ambizioni dei padroni di casa e per confermare la solidità del Carpi, arrivato all’appuntamento primo in classifica senza reti subite.
LA RISPOSTA DI JERRY
Si gioca in uno stadio Zini gremito nei settori di tribuna e curva di casa. I distinti rimangono chiusi, mentre nella curva ospiti sono circa 250 le presenze carpigiane. La partita si apre col minuto di raccoglimento in memoria delle vittime del nubifragio che ha colpito la città di Livorno nei giorni scorsi. Per il Carpi, la strada si mette in salita dopo soli 58 secondi. Tanto basta, alla Cremonese, per passare in vantaggio: Mokulu elude l’intervento di Ligi, crossa dalla mancina e pesca Brighenti, puntuale nel taglio sul primo palo. Sul piatto destro niente da fare per Colombi. Il capitano grigiorosso sfiora addirittura la doppietta dopo un paio di minuti, ma sulla verticalizzazione di Piccolo perde il tempo e consente alla difesa biancorossa di recuperare. Inizio peggiore non si poteva immaginare per i biancorossi, che faticano a trovare il bandolo in fase di costruzione. La Cremonese non concede profondità e cattura tutti i lanci lunghi verso la coppia Concas-Mbakogu. Ci sono due eccezione, ma sono di quelle che fanno – nel primo caso farebbero – malissimo: sulla prima, al 17’, Marconi taglia la strada a Mbakogu in area cremonese. L’impatto c’è, il rigore pure. Non la pensa così la giacchetta nera Giuia. La seconda arriva al 34’, quando un lungo fraseggio è improvvisamente accelerato dalla verticalizzazione di Concas sulla quale piomba Mbakogu che brucia tutta la difesa cremonese e infila Ujkani con un preciso pallonetto. In mezzo un tiro alle stelle per parte, di Pesce e Saber. Di nuovo sul pareggio, i biancorossi crescono sul finale del tempo, e pur senza mai affondare, costringono gli avversari nella loro metà campo .
DOPPIO PALO
Il secondo tempo si apre con un destro di Arini ma in un contesto di equilibrio è il Carpi ad andare più vicino al raddoppio, quando sul corner di Jelenic, Concas prende la traversa piena con un colpo di testa al 17’. Le iniezioni di ossigeno di Tesser, dentro Castrovilli e Palinho, sembrano dare frutti: al 24’ proprio Paulinho pareggia il conto dei legni con una sventola dal limite sul palo esterno. Il Carpi abbassa il baricentro, e rischia ancora su Croce e Mokulu. Calabro risponde con Saric a centrocampo e Saber spostato in trequarti, poi gioca con le motivazioni inserendo Carletti, che da queste parti, casa sua, era stato scartato. Al 38’ proprio un duetto tra il nuovo entrato e Mbakogu crea il panico in area cremonese, mentre al 40’ Ujkani deve superarsi per ribattere il colpo di testa di Ligi. Restituisce Colombi su Cavion a pochi secondi dalla fine. E’ l’ultima occasione prima che il fischio dell’arbitro suggelli un giusto pareggio. Finisce con Carletti sotto la curva della Cremonese che lo invoca a gran voce come “uno di noi”.
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