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Morto Eugenio Bersellini, fu anche allenatore del Modena

Morto Eugenio Bersellini, fu anche allenatore del Modena

Scomparso a 80 anni nella sua casa di prato l'allenatore che venne definito "sergente di ferro" Vinse lo scudetto con l'Inter e allenò il Modena a inizio anni Novanta

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PRATO - Anche il mondo del calcio modenese piange il 'sergente di ferro'. A 81 anni è morto a Prato, dove risiedeva, Eugenio Bersellini che per alcuni mesi  allenò il Modena in serie B a inizio anni Novanta. La famiglia sta allestendo la camera ardente. Calciatore non eccelso che, a parte gli ultimi due anni a Lecce, trascorse tutta la sua carriera in Lombardia, tra Brescia, Monza e Pro Patria, Bersellini ebbe la sua notorietà da allenatore collezionando ben 490 panchine in serie A (148 vittorie, 197 pareggi e 145 sconfitte).

UNO SCUDETTO E DUE COPPE ITALIA CON L'INTER - In 4 anni passò dalla C alla massima categoria guidando Lecce, Como e Cesena. Il suo calcio pragmatico e redditizio lo portò a fare il salto di qualità, passando prima alla Sampdoria, che allenò dal 1975 al '77, e poi all'Inter, scelto dall'allora presidente Ivanoe Fraizzoli. Le cinque stagioni trascorse Milano fruttarono al tecnico uno scudetto, nel 1980, e due Coppe Italia (nel '78 e nell'82).

UNA COPPA ITALIA CON LA SAMP - Dal 1982 passò al Torino, guidato fino al 1984, e poi, nelle due stagioni successive, tornò alla Sampdoria con cui, nel 1985, conquistò la terza Coppa Italia. Concluse la sua avventura in A nel 1990 nell'Ascoli dopo essere passato attraverso le esperienze alla Fiorentina (1986-1987) e all'Avellino (1987-1988). Quindi tornò in C1 al Como (1990-1991), in B a Modena (1991-1992), l'avventura modenese fu sfortunata, durò pochi mesi. Arrivò dopo l'era Ulivieri e al suo esonero venne sostituito da mister Oddo.  A seguire andò a Bologna (1992-1993), e a Pisa (da febbraio a giugno del 1994) e poi ancora in C1 con due anni al Saronno (1995-1997). 

CAMPIONE DI LIBIA CON L'AL-ITTIHAD - Dal 1998 al 1999 decise di tentate l'avventura all'estero mettendosi ala guida della Libia. Nel 2001 lasciò l'incarico per allenare l'Al-Ahly. Nel 2002 passò all'Al-Ittihad vincendo il campionato libico con in squadra tra gli  altri, anche il figlio di Gheddafi, Al-Sa'adi, noto in Italia per la breve parentesi a Perugia e a Udine. Smise ma nel 2006 rientrò nel mondo del calcio accettando l'invito della Lavagnese in Serie D che gli chiese di condurla alla salvezza. E riuscì nell'impresa vincendo il playout con la Narnese: 5-1 al ritorno dopo aver perso 0-2 all'andata. Il suo ultimo incarico fu quello di di direttore sportivo del Sestri Levante, squadra ligure di Serie D, nel 2007.

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