Un Sassuolo rassegnato assiste allo show di Dybala
di Stefano Aravecchia
I neroverdi timorosi e spuntati fanno da spettatori ai colpi di genio della Joya
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REGGIO. Dybala batte Sassuolo 3-1. Martedì in Champions lui e la Juventus erano usciti distrutti dal confronto diretto con Messi. Ieri al Mapei Stadium, infierendo su un avversario tenero e timoroso come il Sassuolo, l’argentino si è rifatto con gli interessi esibendo una strepitosa tripletta. Lampi da fenomeno che in un sol colpo hanno spazzato via le critiche post Barcellona e asfaltato i neroverdi, apparsi poca cosa al confronto coi bianconeri che Allegri ha schierato con la formazione dei titolarissimi. La prestazione da extraterrestre di Dybala basta e avanza per giustificare il risultato finale, certo è che dal Sassuolo -nonostante l’assenza di Berardi - ci si sarebbe aspettato qualcosa di più, almeno sotto il profilo del furore agonistico. Magnanelli e compagni non si sono “scansati”, ma sono apparsi rassegnati al loro destino fin dal fischio d’avvio con troppi errori nella gestione della palla. Questo non può esistere in una squadra che deve lottare per salvarsi, anche se di fronte ci sono avversari fuori portata. Da mercoledì a Cagliari servirà ben altro atteggiamento, sperando che Bucchi riesca ad “armare” una squadra anche ieri volenterosa nelle intenzioni (tanto pressing) ma apparsa spuntata in attacco e poco brillante nel mezzo, dove per ora il solo Sensi è all’altezza della situazione.
LA JOYA SHOW: ATTO 1°
Partenza timida del Sassuolo che subisce passivamente il maggior tasso tecnico e fisico della Juve. I neroverdi vengono schiacciati nella loro metà campo, non riescono mai a ripartire e sugli esterni Cuadrado e Alex Sandro fanno quello che vogliono. Ma l’errore letale è quello di non seguire a uomo Dybala, che si aggira tra le linee facendosi trovare sempre troppo libero. Un lusso eccessivo da concedere alla Joya (in italiano: il gioiello) che poco dopo il quarto d’ora capitalizza, mettendoci anche molto del suo: Mandzukic serve Dybala, l'argentino è tutto solo e dai 20 metri lascia partire un sinistro a giro imprendibile per Consigli. Gol capolavoro. Lo schiaffo non sveglia dal torpore il Sassuolo e fino alla mezzora è sempre la Juve a menare le danze con Bucchi a sgolarsi inutilmente in panchina. E’ chiaro che il tecnico nella sua testa si era immaginato una gara molto diversa. In realtà i neroverdi restano in balia dei bianconeri, fortuna che Higuain è macchinoso quanto impreciso. Nel finale di tempo timidi segnali di vita del Sassuolo anche se Falcinelli e Politano corrono a vuoto e non vedono mai la porta.
LA JOYA SHOW: ATTO 2°
Anche la ripresa si apre nel segno di Dybala che, dopo meno di quattro minuti, si cimenta in una giocata alla Messi: Cuadrado serve il numero 10 bianconero che controlla e, con un sinistro di punta controtempo come solo i grandissimi sanno fare, beffa Consigli sul primo palo sotto gli occhi di un esterrefatto (ed immobile) Magnanelli. Ma stavolta il Sassuolo ha un sussulto e nel giro di un minuto riapre la partita: bella iniziativa di Adjapong sulla sinistra, incertezza di Lichtsteiner che scivola, la palla passa e Politano deposita in rete a porta vuota per l’1-2.
LA JOYA SHOW: ATTO 3°
L’illusione neroverde dura una dozzina di minuti: a spegnerla ci pensa ancora il solito Dybala che disegna una traiettoria perfetta da calcio di punizione e si porta la palla a casa. Il Sassuolo non ha più energie e nel finale una deviazione di Adjapong su tiro a botta sicura di Cuadrado evita il poker juventino. Sui titoli di coda tutto lo stadio in piedi saluta l’uscita dal campo di Dybala per una meritatissima standing ovation. Messi è ancora di un altro pianeta ma la Joya ha numeri da vero campione.
Per quanto riguarda il Sassuolo una domenica da dimenticare: il campionato dei neroverdi inizia mercoledì da Cagliari. Alla Sardegna Arena è lecito attendersi un altro atteggiamento, quello che caratterizza le squadre che devono salvarsi.
@Star_70_ . ©RIPRODUZIONE RISERVATA
LA JOYA SHOW: ATTO 1°
Partenza timida del Sassuolo che subisce passivamente il maggior tasso tecnico e fisico della Juve. I neroverdi vengono schiacciati nella loro metà campo, non riescono mai a ripartire e sugli esterni Cuadrado e Alex Sandro fanno quello che vogliono. Ma l’errore letale è quello di non seguire a uomo Dybala, che si aggira tra le linee facendosi trovare sempre troppo libero. Un lusso eccessivo da concedere alla Joya (in italiano: il gioiello) che poco dopo il quarto d’ora capitalizza, mettendoci anche molto del suo: Mandzukic serve Dybala, l'argentino è tutto solo e dai 20 metri lascia partire un sinistro a giro imprendibile per Consigli. Gol capolavoro. Lo schiaffo non sveglia dal torpore il Sassuolo e fino alla mezzora è sempre la Juve a menare le danze con Bucchi a sgolarsi inutilmente in panchina. E’ chiaro che il tecnico nella sua testa si era immaginato una gara molto diversa. In realtà i neroverdi restano in balia dei bianconeri, fortuna che Higuain è macchinoso quanto impreciso. Nel finale di tempo timidi segnali di vita del Sassuolo anche se Falcinelli e Politano corrono a vuoto e non vedono mai la porta.
LA JOYA SHOW: ATTO 2°
Anche la ripresa si apre nel segno di Dybala che, dopo meno di quattro minuti, si cimenta in una giocata alla Messi: Cuadrado serve il numero 10 bianconero che controlla e, con un sinistro di punta controtempo come solo i grandissimi sanno fare, beffa Consigli sul primo palo sotto gli occhi di un esterrefatto (ed immobile) Magnanelli. Ma stavolta il Sassuolo ha un sussulto e nel giro di un minuto riapre la partita: bella iniziativa di Adjapong sulla sinistra, incertezza di Lichtsteiner che scivola, la palla passa e Politano deposita in rete a porta vuota per l’1-2.
LA JOYA SHOW: ATTO 3°
L’illusione neroverde dura una dozzina di minuti: a spegnerla ci pensa ancora il solito Dybala che disegna una traiettoria perfetta da calcio di punizione e si porta la palla a casa. Il Sassuolo non ha più energie e nel finale una deviazione di Adjapong su tiro a botta sicura di Cuadrado evita il poker juventino. Sui titoli di coda tutto lo stadio in piedi saluta l’uscita dal campo di Dybala per una meritatissima standing ovation. Messi è ancora di un altro pianeta ma la Joya ha numeri da vero campione.
Per quanto riguarda il Sassuolo una domenica da dimenticare: il campionato dei neroverdi inizia mercoledì da Cagliari. Alla Sardegna Arena è lecito attendersi un altro atteggiamento, quello che caratterizza le squadre che devono salvarsi.
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