La portacolori del “mud & snow” completa 330 km in 146 ore
Ermanna Boilini, che impresa al Tor de Géants
Bastano quelle tre lettere, TOR, per evocare timore reverenziale fra i trail runners di tutto il mondo. Sono i più indomiti, per coraggio e passione, a sfidare il Tor des Géants. Gli eletti, quelli...
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Bastano quelle tre lettere, TOR, per evocare timore reverenziale fra i trail runners di tutto il mondo. Sono i più indomiti, per coraggio e passione, a sfidare il Tor des Géants. Gli eletti, quelli che lo portano a termine. Fra di loro, da un paio di giorni, c’è anche una atleta modenese. Classe 1957, pacata nei modi, irriducibile sul percorso. Duracell la chiamano, Ermanna Boilini, che sabato mattina ha compiuto l’impresa di una vita, portando a termine il TOR 2017. Esattamente un anno fa, la portacolori del Team Mud & Snow diventava una delle 21 donne “eroiche”, unica modenese, a portare a termine la prima ed unica edizione del 4K Alpine Endurance Trail Valle d’Aosta. Erano stati 350 chilometri, percorsi in 150 ore di marcia. Aveva optato per il 4K non avendo avuto accesso al TOR. A metà luglio di quest’anno, eravamo alle Piane di Mocogno, all’arrivo della Maratonina del Monte Cantiere: «mi hanno presa», la voce esultante. Non serviva specificare dove. Aveva preso il via finalmente il suo Tor des Géants, ma la rincorsa durava da molto prima, dal lontano 2011, quando se n'era innamorata. Sabato 16 settembre, tredici minuti dopo l'una di pomeriggio, Ermanna ha firmato la sua impresa, varcando il traguardo di Courmayeur.
«È qualcosa di grande, di frastornante - ammette Ermanna, la mente ancora troppo distante dalla realtà per realizzare la portata della sua eroica settimana - non ha paragoni con nulla di quanto io abbia mai fatto, per difficoltà e per bellezza».
Era partita domenica 10 settembre alle 10,20. All’orizzonte, la prospettiva di 339 chilometri e 30.908 metri di dislivello davanti a sé, attraverso l’incantevole e spietato scenario del Parco Nazionale del Gran Paradiso e quello Regionale del Mont Avic.
«È stato il freddo il nemico principale. Abbiamo toccato i -12, le pozzanghere congelate ed il ghiaccio sul terreno: non avessi avuto i guanti da sci, sarebbe stato infattibile. La notte è stata qualcosa di indescrivibile, con la luna calante, di tre quarti, il silenzio attorno e solo le luci qua e là di qualche concorrente in lontananza. L'ultima, la più lunga e dura, credo di aver avuto diverse allucinazioni, vedevo palazzi e strani animali attorno a me. Un viaggio indimenticabile, con me stessa». Qualche numero: 461 finishers, 52 dei quali donne. Addirittura 406 i ritirati. Ermanna è giunta 38ª fra le donne, 395ª assoluta, dopo 146 ore, 53 minuti e 10 secondi di viaggio.
«Non ho mai pensato di non farcela. Sapevo che sarei arrivata, semplicemente sapevo di dover fare ritorno a Courmayeur, non volevo alternative. Nel finale l'emozione è stata travolgente, ho praticamente pianto di commozione e soddisfazione dal Col de Malatrà fino al traguardo: un arrivo che non dimenticherò mai». (f.f.)
«È qualcosa di grande, di frastornante - ammette Ermanna, la mente ancora troppo distante dalla realtà per realizzare la portata della sua eroica settimana - non ha paragoni con nulla di quanto io abbia mai fatto, per difficoltà e per bellezza».
Era partita domenica 10 settembre alle 10,20. All’orizzonte, la prospettiva di 339 chilometri e 30.908 metri di dislivello davanti a sé, attraverso l’incantevole e spietato scenario del Parco Nazionale del Gran Paradiso e quello Regionale del Mont Avic.
«È stato il freddo il nemico principale. Abbiamo toccato i -12, le pozzanghere congelate ed il ghiaccio sul terreno: non avessi avuto i guanti da sci, sarebbe stato infattibile. La notte è stata qualcosa di indescrivibile, con la luna calante, di tre quarti, il silenzio attorno e solo le luci qua e là di qualche concorrente in lontananza. L'ultima, la più lunga e dura, credo di aver avuto diverse allucinazioni, vedevo palazzi e strani animali attorno a me. Un viaggio indimenticabile, con me stessa». Qualche numero: 461 finishers, 52 dei quali donne. Addirittura 406 i ritirati. Ermanna è giunta 38ª fra le donne, 395ª assoluta, dopo 146 ore, 53 minuti e 10 secondi di viaggio.
«Non ho mai pensato di non farcela. Sapevo che sarei arrivata, semplicemente sapevo di dover fare ritorno a Courmayeur, non volevo alternative. Nel finale l'emozione è stata travolgente, ho praticamente pianto di commozione e soddisfazione dal Col de Malatrà fino al traguardo: un arrivo che non dimenticherò mai». (f.f.)
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