Calabro: «Abbiamo rovinato tutto in un quarto d’ora»
«Non mi aspettavo un secondo tempo così. Non siamo stati abbastanza cattivi, questo non deve più accadere»
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CARPI. Il destino affida al Foggia di Stroppa il compito di rifilare a mister Calabro la prima delusione della nuova avventura in biancorosso. Non è una novità, visto che i satanelli lo avevano sconfitto due volte anche nella passata stagione, quando allenava sulla panchina della Virtus Francavilla. “Non mi aspettavo un secondo tempo del genere – ha detto il tecnico – dopo che avevamo giocato in modo egregio i primi 45 minuti. Il Foggia ha meritato per il suo grande secondo tempo, ma conoscevo le loro potenzialità. Dopo il vantaggio avevamo controllato bene, ma il loro pareggio ci ha mentalmente abbattuto. Non doveva accadere perché si poteva comunque vincere rimanendo con la testa sulla partita. Invece abbiamo commesso ingenuità che normalmente non commettiamo. In quel quarto d’ora abbiamo rovinato tutto. Dovevamo continuare a giocare e a cercare la profondità su Jerry, perché loro giocavano molto alti, ma non l’abbiamo fatto”. Non è tanto il pareggio che ha colpito il tecnico, ma il modo in cui è arrivato: “E’ stato un campanello d’allarme che ci doveva far capire quanto il Foggia volesse il risultato. Noi non siamo stati abbastanza cattivi ma le cose non accadono per caso. Quando si arriva prima sulla palla per tre volte vuol dire che si ha più voglia, che si vuole di più il risultato. E questo a noi non deve succedere. Possiamo sbagliare un gol o un passaggio, ma dobbiamo essere più cattivi degli avversari, altrimenti i risultati non vengono. Dopo il pareggio ci siamo impauriti. Abbiamo sbagliato tanto poi siamo rimasti in dieci. Si prova ugualmente a raddrizzarla, ma è chiaro che la partita era compromessa”. E a proposito di Saber, Calabro confessa che “stavo pensando di cambiarlo”. Il giudizio sull’esordiente Belloni è comunque buono: “Ha fatto un grosso lavoro di sacrificio su Vacca. E’ un ragazzo che si sta inserendo e ci garantiva il passaggio tra le linee con Jerry che andava in profondità”.(f.g.)
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