Juventus, è una Joya Anche il Torino finisce asfaltato
Dybala firma il primo e il quarto gol della sesta vittoria Pjanic e Alex Sandro completano il bottino dei bianconeri
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TORINO. Non è stato il derby che auspicavano i tifosi del Torino, trascinati dalle parole di fuoco di Sinisa Mihajlovic: il popolo, i padroni, bla bla bla. Perché la facilità con la quale ha Juventus ha dominato e vinto, la differenza di valori che è emersa sul campo a prescindere dall’espulsione di Baselli dopo 24’, sono state nette; non c’è mai stata partita. Il sei-su-sei ha un valore assoluto maggiore perché scaturito da una prestazione finalmente in linea con le attese: 3-0 era stato il punteggio a Cagliari e Chievo, ma in capo a prestazioni non esenti da pecche. Questo 4-0 ha una genesi differente ancorché innescato dal solito, enorme Dybala, giunto a quota 10 reti.
L’assenza di Higuain ha fatto rumore ma non è stata una scelta del tutto immotivata, pensando a mercoledì in Champions all’Allianz con l’Olimpiacos. È toccato a Mandzukic indossare i panni della punta centrale, con Douglas Costa a sinistra della trequarti: SuperMario ha dato la sensazione di essere a suo agio. Il Torino spento e spaesato, un pò presuntuoso, fragile dopo la sciocca espulsione di Baselli per doppia ammonizione (trattenuta su Dybala dopo 10’, entrata scomposta su Pjanic al 24’ con preteste e sceneggiata). Nulla di quanto aveva promesso alla vigilia Mihajlovic si è visto in campo. Il confusionario Rincon ha regalato a Dybala il pallone dell’1-0, Niang esterno sinistro non ha fatto nulla, così come Falque che ha dovuto lasciare il posto ad Acquah. E Belotti? Si è sbattuto, sì, ma alla fine è sembrato vittima di una crisi di nervi: non ha nemmeno tirato in porta.
Alla fine del tempo i campioni erano già 2-0 - il secondo al 40’, cooperazione tra Cuadrado e Pjanic con destro imparabile - senza grandi sforzi. La ripresa è stata una recita a soggetto: oltre al gol di Alex Sandro (11’) di testa e alla doppietta della Joya (46’), le occasioni di Benatia, Dybala e Mandzukic con le paratone di Sirigu.
L’assenza di Higuain ha fatto rumore ma non è stata una scelta del tutto immotivata, pensando a mercoledì in Champions all’Allianz con l’Olimpiacos. È toccato a Mandzukic indossare i panni della punta centrale, con Douglas Costa a sinistra della trequarti: SuperMario ha dato la sensazione di essere a suo agio. Il Torino spento e spaesato, un pò presuntuoso, fragile dopo la sciocca espulsione di Baselli per doppia ammonizione (trattenuta su Dybala dopo 10’, entrata scomposta su Pjanic al 24’ con preteste e sceneggiata). Nulla di quanto aveva promesso alla vigilia Mihajlovic si è visto in campo. Il confusionario Rincon ha regalato a Dybala il pallone dell’1-0, Niang esterno sinistro non ha fatto nulla, così come Falque che ha dovuto lasciare il posto ad Acquah. E Belotti? Si è sbattuto, sì, ma alla fine è sembrato vittima di una crisi di nervi: non ha nemmeno tirato in porta.
Alla fine del tempo i campioni erano già 2-0 - il secondo al 40’, cooperazione tra Cuadrado e Pjanic con destro imparabile - senza grandi sforzi. La ripresa è stata una recita a soggetto: oltre al gol di Alex Sandro (11’) di testa e alla doppietta della Joya (46’), le occasioni di Benatia, Dybala e Mandzukic con le paratone di Sirigu.
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