Il Sassuolo si butta via: il derby è del Bologna
di Stefano Aravecchia
Fatale espulsione di Magnanelli, Okwonkwo castiga i neroverdi all’89’
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REGGIO. Come gettare un derby alle ortiche. Uno 0-0 scritto che si sarebbe trascinato fino al triplice fischio. E invece accade che Magnanelli si fa espellere a dieci minuti dal 90’, il Bologna inizia a crederci per davvero e nell’unica occasione trova il gol da tre punti con un ragazzino nigeriano appena entrato in campo. Un brutto colpo per Bucchi che coi cambi aveva dimostrato di accettare il punto (che sarebbe stato il risultato più giusto), ma la sua strategia conservativa è andata in fumo dopo il rosso a Magnanelli. Per i neroverdi, che al Mapei hanno racimolato la miseria di un punto in tre partite, continua il problematico rapporto con il gol. La media, infatti, è di mezza rete a partita. Anche ieri solo un paio di occasioni create, una per tempo, con Matri e Adjapong. Tutto il contrario di quanto accaduto a Bergamo e Cagliari dove la produzione offensiva era stata confortante. Nelle partite casalinghe urge trovare soluzioni per aumentare il peso offensivo: anche ieri attaccanti troppo soli per poter fare male a un Bologna equilibrato ma nulla più. E, alla luce di quanto sta combinando Duvan Zapata alla Sampdoria, aumentano i rimpianti per quel che poteva (e doveva) arrivare dal mercato.
RIECCO BERARDI
Niente turnover per Bucchi che per dieci undicesimi conferma il Sassuolo corsaro alla Sardegna Arena. L’unica novità è Berardi per Politano con l’acciaccato Sensi che parte di nuovo dalla panchina. Il Bologna si presenta al Mapei Stadum reduce dal convincente pareggio al Dall’Ara contro l’Inter e tiene a riposo Di Francesco rilanciando Palacio dall’inizio. Due squadre in salute che si affrontano a specchio, entrambe col 3-5-2.
MATRI SPRECA
Il primo tempo è dominato dalla noia: ritmi lenti e compassati, gioco che ristagna a centrocampo. E poche, pochissime occasioni. Anzi, una sola. Se la costruisce il Sassuolo al minuto 18: Matri, servito da Adjapong, entra in area e si presenta solo davanti a Da Costa, sembra gol fatto ma il numero dieci neroverde tira addosso al portiere. Un lampo isolato perché le due squadre riprendono a tessere le loro trame sonnacchiose che bloccano il match. Da un lato il Bologna si aggrappa alle giocate di Verdi che però non è particolarmente ispirato, dall’altra Matri e Berardi sono troppo isolati per poter far male alla difesa bolognese.
CHE RISCHIO!
Nella ripresa il Bologna parte sparato. Dopo 22 secondi cross basso di Donsah, sul secondo palo arriva tutto solo Palacio che a porta vuota in scivolata la mette incredibilmente fuori. Errore che fa il paio con quello di Matri nel primo tempo. Poco prima del quarto d’ora Bucchi inserisce Sensi, uno dei neroverdi più in forma, per infondere qualità, smalto e magari un pizzico di imprevedibilità al gioco neroverde. Tutti si aspettano l’uscita dello spaesato Missiroli e invece a lasciare il campo è Duncan, anche lui alle prese con noie fisiche.
ROSSO FATALE
Le squadre si allungano e il match diventa godibile. Per ravvivare l’attacco Bucchi inserisce Falcinelli per lo spento Matri. Nonostante ciò il Sassuolo non riesce ad essere pericoloso, ma con il trascorrere dei minuti il tecnico neroverde inizia a non disprezzare l’idea dello 0-0 togliendo Berardi (che chiede il cambio) per Biondini. Cambio al quale dà un senso Magnanelli sessanta secondi dopo: già ammonito il capitano abbatte a metà campo Pulgar: cartellino rosso e Sassuolo in dieci. Sciocchezza che i neroverdi pagheranno a caro prezzo.
COLPO DEL KO
Il Bologna si getta in avanti per capitalizzare la superiorità numerica. Il Sassuolo accusa l’inferiorità numerica e paga la stanchezza di diversi interpreti finendo per concedere campo. Donadoni azzecca il cambio all’86’ quando manda in campo il nigeriano Orji Okwonkwo. Nel giro di tre minuti l’attaccante classe 1998 diventa decisivo quando ribadisce la palla in rete dopo un miracoloso intervento di Consigli su Palacio. All’ultimo secondo Adjapong, il migliore in campo, va a sfiorare il gol del pareggio con la palla che accarezza il palo, poi sul rovesciamento di fronte Letschert evita il raddoppio di Palacio con un salvataggio sulla linea. Prodezza inutile, a far festa è il Bologna. Per il Sassuolo niente drammi, ma la consapevolezza che in questa stagione ci sarà da lottare per la salvezza.
@Star_70_ . ©RIPRODUZIONE RISERVATA
RIECCO BERARDI
Niente turnover per Bucchi che per dieci undicesimi conferma il Sassuolo corsaro alla Sardegna Arena. L’unica novità è Berardi per Politano con l’acciaccato Sensi che parte di nuovo dalla panchina. Il Bologna si presenta al Mapei Stadum reduce dal convincente pareggio al Dall’Ara contro l’Inter e tiene a riposo Di Francesco rilanciando Palacio dall’inizio. Due squadre in salute che si affrontano a specchio, entrambe col 3-5-2.
MATRI SPRECA
Il primo tempo è dominato dalla noia: ritmi lenti e compassati, gioco che ristagna a centrocampo. E poche, pochissime occasioni. Anzi, una sola. Se la costruisce il Sassuolo al minuto 18: Matri, servito da Adjapong, entra in area e si presenta solo davanti a Da Costa, sembra gol fatto ma il numero dieci neroverde tira addosso al portiere. Un lampo isolato perché le due squadre riprendono a tessere le loro trame sonnacchiose che bloccano il match. Da un lato il Bologna si aggrappa alle giocate di Verdi che però non è particolarmente ispirato, dall’altra Matri e Berardi sono troppo isolati per poter far male alla difesa bolognese.
CHE RISCHIO!
Nella ripresa il Bologna parte sparato. Dopo 22 secondi cross basso di Donsah, sul secondo palo arriva tutto solo Palacio che a porta vuota in scivolata la mette incredibilmente fuori. Errore che fa il paio con quello di Matri nel primo tempo. Poco prima del quarto d’ora Bucchi inserisce Sensi, uno dei neroverdi più in forma, per infondere qualità, smalto e magari un pizzico di imprevedibilità al gioco neroverde. Tutti si aspettano l’uscita dello spaesato Missiroli e invece a lasciare il campo è Duncan, anche lui alle prese con noie fisiche.
ROSSO FATALE
Le squadre si allungano e il match diventa godibile. Per ravvivare l’attacco Bucchi inserisce Falcinelli per lo spento Matri. Nonostante ciò il Sassuolo non riesce ad essere pericoloso, ma con il trascorrere dei minuti il tecnico neroverde inizia a non disprezzare l’idea dello 0-0 togliendo Berardi (che chiede il cambio) per Biondini. Cambio al quale dà un senso Magnanelli sessanta secondi dopo: già ammonito il capitano abbatte a metà campo Pulgar: cartellino rosso e Sassuolo in dieci. Sciocchezza che i neroverdi pagheranno a caro prezzo.
COLPO DEL KO
Il Bologna si getta in avanti per capitalizzare la superiorità numerica. Il Sassuolo accusa l’inferiorità numerica e paga la stanchezza di diversi interpreti finendo per concedere campo. Donadoni azzecca il cambio all’86’ quando manda in campo il nigeriano Orji Okwonkwo. Nel giro di tre minuti l’attaccante classe 1998 diventa decisivo quando ribadisce la palla in rete dopo un miracoloso intervento di Consigli su Palacio. All’ultimo secondo Adjapong, il migliore in campo, va a sfiorare il gol del pareggio con la palla che accarezza il palo, poi sul rovesciamento di fronte Letschert evita il raddoppio di Palacio con un salvataggio sulla linea. Prodezza inutile, a far festa è il Bologna. Per il Sassuolo niente drammi, ma la consapevolezza che in questa stagione ci sarà da lottare per la salvezza.
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