Sassuolo, il gol continua ad essere un grande nemico
Appena mezza rete di media a partita per i neroverdi che creano poco soprattutto nelle partite casalinghe
SASSUOLO Il rebus che l’ex bomber Bucchi non è ancora riuscito a risolvere, paradossalmente, è proprio quello del gol. Il suo Sassuolo, a parte il cedimento nel finale all’Olimpico di Torino, contro avversari “normali” (e la Juventus non lo è) tiene egregiamente in difesa. I problemi nascono quando c’è da far gol: e nemmeno la rotazione degli interpreti ha fin qui prodotto risultati apprezzabili.
COPERTA CORTA La sensazione è che il 3-5-2 abbia sì aggiunto certezze e solidità ad una squadra in cerca d’identità dopo un quinquennio in cui la lezione tattica era stata imparata a memoria ma che a questa migliore tenuta in fase difensiva corrisponda un minor tasso di pericolosità offensiva. Un dato difficilmente contestabile: in particolare nelle gare casalinghe.
In quella col Genoa il Sassuolo di fatto non ha costruito occasioni da rete e - ritenendo quella con la Juventus “non giudicabile” - contro il Bologna le vere palle gol sono state due, quella di Matri al quarto d’ora e il diagonale al 93’ di Adjapong. In mezzo, quasi 80 minuti senza nessun brivido offensivo: un po’ poco per pensare di vincere uno scontro diretto come quello di domenica scorsa.
MEDIA DA PAURA Tre gol realizzati in totale, mezzo a partita. Tanti quanti il Crotone: peggio del Sassuolo hanno fatto solo Verona e Benevento, con una rete a testa. È evidente che il problema del Sassuolo sia (quasi) tutto qui. Ma mentre in casa la scarsa vena realizzativa è la conseguenza del numero esiguo di palle gol costruite, fuori casa nemmeno le occasioni in serie bastano per vedere più di un gol a partita.
CHI SEGNA? E qui l’argomento scivola sugli uomini. Dei cinque attaccanti della rosa, tre (Berardi, Falcinelli e Ragusa), dopo sei turni di campionato, sono ancora a secco, mentre Politano e Matri hanno segnato un gol a testa. Per Berardi c’è da considerare l’attenuante dell’infortunio. E per lui e Politano, cresciuti a pane e 4-3-3, vale l’alibi del necessario periodo d’adattamento al nuovo modulo. Un argomento, questo, che Bucchi nella conferenza stampa post Bologna ha toccato incidentalmente: «Per le qualità che ha, Berardi non può giocare solo da esterno destro nel 4-3-3». Ma, al di là del modulo, il tema resta quello: il Sassuolo è alla disperata ricerca di un bomber che possa togliere le castagne dal fuoco in gare bloccate come quella di domenica. Altrimenti il gol resterà un chimera per lungo tempo.
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