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Il Modena deferito: ennesima vergogna

Il Modena deferito: ennesima vergogna

Inadempienze per Fisco e ricapitalizzazione: sarà stangata

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Il deferimento è arrivato, pesante come lo si aspettava, e tra qualche settimana arriverà anche la maxi-penalizzazione. L’agonia del Modena non ha fine: tutti i nodi, pian piano, giusto per fare ancora più male, vengono al pettine. Quando il 14 luglio il club canarino riuscì ad iscriversi al campionato, salvandosi in extremis dopo una prima bocciatura della Covisoc, era tristemente già noto tutto quello che si è letto ieri nel lungo comunicato con il quale il procuratore federale ha deferito Antonio Caliendo, in qualità di amministratore unico, e il Modena Fc, a titolo di responsabilità diretta, al Tribunale federale nazionale. Cinque i capi di imputazione, ciascuno dei quali dovrebbe comportare un punto di penalizzazione. Due, però, potrebbero essere accorpati. In sostanza, un fardello che andrà dai 3 ai 5 punti di penalizzazione. Nemmeno l’avvocato Chiacchio, che curò il ricorso del Modena dopo la bocciatura Covisoc, è in grado di quantificare l’entità della mazzata: «Avrei bisogno di tutta la documentazione per pronunciarmi – ha specificato – perché il mio compito si è esaurito in estate e al momento non sono stato incaricato dal Modena di occuparmi di un eventuale ricorso per questo deferimento. Quando e se avrò in mano le carte, allora il quadro sarà più chiaro». Nel dettaglio, ecco gli inadempimenti di Caliendo e, di conseguenza, del Modena: non aver provveduto, entro il 7 luglio, al totale ripianamento del parametro P/A determinato sulla base delle risultanze della relazione semestrale al 31 dicembre 2016 e, entro lo stesso termine, non aver provveduto al superamento della fattispecie prevista dall’articolo 2482 ter del codice civile (riduzione del capitale sociale di una Srl e contemporaneo aumento del medesimo, dopo la perdita di oltre un terzo del capitale, ad una cifra non inferiore al minimo stabilito, ndr). Questo è l’effetto del ritardo dell’operazione salvagente estiva, il conferimento del Mammut all’interno del Modena che ha permesso poi a Caliendo di iscriversi. E il valore attribuito al Mammut pare sia ben superiore a quel milione e 800mila euro di cui si parlava. Sarà un punto di penalizzazione oppure due? Difficile prevederlo, ma con un ricorso che dimostri di aver regolarizzato la posizione si potrebbe poi cancellare questo segno meno. Ancora: il Modena non ha provveduto entro il 30 giugno al pagamento delle ritenute Irpef riguardanti gli emolumenti dovuti fino ad aprile 2017 e dei contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti fino a maggio 2017 sia ai tesserati, ai lavoratori dipendenti e agli addetti al settore sportivo sia alle altre figure previste dal Sistema delle licenze nazionali. I deferimenti sono due e c’è dunque da capire se i punti di penalizzazione in questione saranno altrettanti o, come da prassi per inadempimenti che riguardano Irpef e Inps, uno soltanto. Infine il Modena non ha provveduto entro il 30 giugno 2017 al pagamento del debito Irap relativo al periodo d’imposta 1 luglio 2014-30 giugno 2015, altro punto in meno. Un caso tristemente simile a quello della Maceratese nel campionato scorso (e tutti sanno che fine ha fatto il club marchigiano): -3 per parametro P/A, Irpef più Inps e Iva poi ridotto a -2, con deferimento che arrivò in questo stesso periodo e penalizzazione due mesi dopo. Un caso come tanti, Siena o Lanciano altri esempi, spesso e volentieri anticamera di un fallimento.

Marco Costanzini

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