«Cosa ci possiamo fare?»
I gialli: «Ritirarci? Capiteci, anche noi abbiamo famiglia»
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Il piazzale di fronte allo stadio Braglia si trasforma inevitabilmente in una sala stampa a cielo aperto.
Chi è lì fuori ha bisogno di risposte e queste risposte possono arrivare solo dai calciatori gialloblù e da Andrea Russo, segretario generale dalla società di viale Monte Kosica.
Così i giocatori vengono riempiti di domande di ogni genere: dagli stipendi, sino alla situazione paradossale nella quale ormai è immerso ora il Modena. “Con gli stipendi – raccontano – siamo in pari, ci è stato pagato giugno e in questo mese di ottobre dobbiamo ricevere luglio e agosto. Capiamo la vostra rabbia, ma come possiamo chiamarci fuori? Mettetevi nei nostri panni: siamo dipendenti, abbiamo famiglie da mantenere e dunque necessità dello stipendio.
Cosa possiamo fare? Tirarci indietro e non giocare non fa parte del nostro lavoro. Speriamo che possiate capirci». Anche per il già citato Andrea Russo è il momento di dare risposte. L’argomento principe con lui è la questione stadio collegata alla necessità di emigrare al “Morgagni” di Forlì per le gare “casalinghe”: «Al momento – dice il solo dirigente del Modena presente nel pomeriggio di ieri – era l’unica soluzione possibile per evitare figuracce come quella di oggi, che umiliano voi tifosi così come noi.
Tutti vorremo giocare al Braglia e il fatto che questo ci sia vietato non è legato responsabilità di noi dipendenti. Noi siamo amareggiati come lo siete voi tifosi».
Dunque le questioni societarie: «Cerchiamo di svolgere il nostro lavoro nel miglior modo possibile. Cosa possiamo fare?».
Chi è lì fuori ha bisogno di risposte e queste risposte possono arrivare solo dai calciatori gialloblù e da Andrea Russo, segretario generale dalla società di viale Monte Kosica.
Così i giocatori vengono riempiti di domande di ogni genere: dagli stipendi, sino alla situazione paradossale nella quale ormai è immerso ora il Modena. “Con gli stipendi – raccontano – siamo in pari, ci è stato pagato giugno e in questo mese di ottobre dobbiamo ricevere luglio e agosto. Capiamo la vostra rabbia, ma come possiamo chiamarci fuori? Mettetevi nei nostri panni: siamo dipendenti, abbiamo famiglie da mantenere e dunque necessità dello stipendio.
Cosa possiamo fare? Tirarci indietro e non giocare non fa parte del nostro lavoro. Speriamo che possiate capirci». Anche per il già citato Andrea Russo è il momento di dare risposte. L’argomento principe con lui è la questione stadio collegata alla necessità di emigrare al “Morgagni” di Forlì per le gare “casalinghe”: «Al momento – dice il solo dirigente del Modena presente nel pomeriggio di ieri – era l’unica soluzione possibile per evitare figuracce come quella di oggi, che umiliano voi tifosi così come noi.
Tutti vorremo giocare al Braglia e il fatto che questo ci sia vietato non è legato responsabilità di noi dipendenti. Noi siamo amareggiati come lo siete voi tifosi».
Dunque le questioni societarie: «Cerchiamo di svolgere il nostro lavoro nel miglior modo possibile. Cosa possiamo fare?».
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