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Il Sassuolo prende 6 sberle «Ma Bucchi non si tocca»

di Stefano Aravecchia
Il Sassuolo prende 6 sberle «Ma Bucchi non si tocca»

Berardi illude, poi il fragoroso tracollo. Carnevali conferma l’allenatore

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ROMA. Sembra di essere tornati indietro ai tempi dei due 7-0 incassati contro l’Inter. Stavolta ad infliggere un umiliante passivo al Sassuolo è stata la Lazio dopo una partita dai due volti. Sì, perchè limitandosi a guardare il risultato si potrebbe pensare ad una gara a senso unico. In realtà nel primo tempo la partita l’ha fatta il Sassuolo, andando in vantaggio con Berardi su rigore (fallo di De Vrij su Matri) e mancando in due occasioni la palla del raddoppio. Poi la rete del pareggio di Luis Alberto allo scadere dei primi 45’ con una prodezza su punizione ha acceso la luce in casa Lazio, spegnendo il Sassuolo. Nella ripresa i neroverdi hanno infatti ceduto di schianto e i padroni di casa ne hanno approfittato, infierendo con 4 gol in 13 minuti. Biancocelesti trascinati dallo scatenato Luis Alberto con rete del sorpasso firmata da De Vrij. Al festival del gol si sono iscritti anche Parolo, autore di una doppietta, e Immobile a suggellare il fragoroso 6-1 finale.

BUCCHI IN CONFUSIONE

Due cambi obbligati nel primo tempo per gli infortuni di Letschert (guai al ginocchio sinistro) e Peluso (rottura del setto nasale), un pizzico di sfortuna e le prodezze degli avversari. Giusto sottolineare gli episodi per giustificare l’umiliante passivo, ma è inaccettabile la resa del Sassuolo nel secondo tempo. Perdere si può, ma c’è modo e modo per farlo. Dopo un primo tempo giocato meglio della Lazio, alla prima difficoltà i neroverdi si sono sgonfiati a livello mentale consegnandosi all’avversario. Colpa di Bucchi? Il mister è in difficoltà e i numeri attuali lo bocciano, ma sarebbe troppo facile addossargli tutta la responsabilità per un inizio di campionato al di sotto delle aspettative. Quattro punti in 7 partite con soli 4 gol segnati (di cui due su rigore) sono dati preoccupanti e che fanno riflettere. Anche chi in società si era illuso, dopo un mercato inesistente, di poter lottare per l’Europa. Le sei sberle dell’Olimpico dovrebbero aver svegliato chi ha sopravvalutato un organico uscito indebolito dalle ultime due sessioni: un anno fa hanno salutato Vrsaljko e Sansone, quest’anno Pellegrini e Defrel. E nessuno di loro è stato degnamente rimpiazzato. Le conferme sono state importanti, ma il Sassuolo continua ad essere un cantiere aperto e qui le responsabilità sono di Bucchi. La squadra alterna fasi incoraggianti (il primo tempo di ieri ne è la dimostrazione) ad altri sconcertanti. Manca ancora una precisa identità a livello tattico e questo può spiegare la fragilità a livello mentale di un gruppo alla ricerca di equilibrio. Forte della fiducia della società, tocca all’allenatore trovare soluzioni.

BLACK OUT

Difficile spiegare quel che è successo nel secondo tempo al Sassuolo. Bucchi arringa che gli episodi determinano certi momenti della partita e che la squadra si è spenta dopo il 3-1. Vero, ma non spiega perchè i suoi giocatori, al netto dei due cambi forzati, hanno giocato solo 45 minuti su 90. La rete del 2-1 di De Vrij ha mandato in tilt i neroverdi che si sono buttati scriteriatamente in avanti incassando un minuto dopo il tris laziale. Sul resto va calato un velo pietoso col Sassuolo a concedere praterie agli avversari, micidiali nelle ripartenze. Cosa poteva fare di più Bucchi? Ad esempio non mettere Mazzitelli per Peluso. A quel punto meglio tornare al 4-3-3, modulo che questo gruppo conosce a memoria, con l’inserimento di Politano. Ed evitare, sul 2-1, di mandare la squadra allo sbaraglio. Sfumature di fronte ad un 6-1? Senno del poi? Probabilmente sì, certamente di fronte all’emergenza Bucchi non ha azzeccato le contromosse.

E ORA?

Nonostante il campionato stia prendendo una brutta piega Bucchi non rischia. La società gli ha riconfermato una fiducia che però non potrà essere infinita. «Il nostro allenatore non è assolutamente in discussione» - queste le parole dettate dell’ad Carnevali che continua a difendere a spada tratta la sua coraggiosa scelta di affidarsi ad un tecnico praticamente al debutto in serie A. La sosta arriva al momento giusto per riordinare le idee e affrontare nel mondo giusto un trittico decisivo per determinare il futuro di Bucchi e del Sassuolo. Giusto non drammatizzare la situazione, ma contro Chievo, Spal e Udinese i neroverdi non potranno più sbagliare.

@Star_70_

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