Caliendo fa domanda di concordato
Decreti ingiunti spaventano il patron che porta le carte della società in tribunale
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Antonio Caliendo ha depositato presso il tribunale di Modena la domanda di concordato preventivo “con riserva”, modalità che dà la possibilità al club gialloblù di presentare un piano concordatario ai creditori in 120 giorni. Tale pratica, che si può definire scappatoia al fallimento, innesca un iter che andrà a fondo della situazione finanziaria della società. In un primo momento verrà nominato un commissario, un avvocato specializzato in queste situazioni. Il professionista, che sarà operativo entro una quindicina di gironi, avrà il compito di fare il punto della situazione sulle casse dei gialli: una “lista della spesa” dei crediti e dei debiti del Modena. Lo scopo quello di soddisfare i creditori che si distinguono in due tipologie: privilegiati e chirografari. I primi hanno il diritto di ottenere il cento per cento del credito, i secondi la possibilità di rientrare dall’1 al 99% della cifra totale. A quest’ultima categoria è il commissario a proporre un progetto che viene accettato o meno tramite votazione. L’ultima parola, in ogni caso, spetta al giudice che deve approvare il piano di rientro proposto proprio dal commissario. In caso di parere negativo scatta immediatamente il fallimento del soggetto in questione, il Modena nel caso specifico. Un paio di annotazioni utili. Prima: sono cristallizzate tutte le operazioni finanziare del club gialloblù. Seconda: Caliendo avrebbe intenzione di rientrare dai debiti vendendo il circolo Mammut che, con una perizia eseguita in estate per il conferimento nel club, è stato valutato 3milioni e 262mila euro, salvo ipoteche che potrebbero abbassarne il valore. (e.b.)
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