C’è un colpo di scena, Aldo Taddeo: «Ora devo pensarci»
«L’incontro tra Caliendo e Salerno non è stato rispettoso Nessuno mi obbliga a prendermi oltre 4 milioni di debiti»
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Dopo essersi presentato come nuovo proprietario del Modena nei giorni scorsi, per aver ragiunto l’accordo con Antonio Caliendo, Aldo Taddeo, l’imprenditore varesino ormai sicuro di essere il presidente del club gialloblù, è rimasto infastidito dall’incontro tra lo stesso Caliendo e Carmelo Salerno.
«Sicuramente non è stato molto rispettoso nei miei confronti - dichiara proprio Taddeo - e in questo momento sto pensando a quello che debbo fare e come muovermi».
L’imprenditore lombardo, che si era già mosso con determinazione anche nei confronti dell’amministrazione comunale per risolvere il problema dello stadio Braglia in vista del suo arrivo, sente che il clima non è proprio idilliaco.
«C’è freddezza nei miei confronti da parte della stampa, ma anche il Comune non è stato troppo caloroso. Ho parlato con il sindaco Muzzarelli e mi è sembrato freddo. Mi dispiace che si sia creata una situazione del genere, perchè voglio solo fare il bene del Modena. Ma in questo momento ci sto pensando bene, nessuno mi obbliga ad assumermi oltre quattro milioni di debiti. Entro domani, comunque prenderò la decisione definitiva. Ho anche provato a contattare Salerno per realizzare una cordata, ma non c’è stato nulla da fare e ha declinato l’invito.
Permettetemi di dire che mi dispiace molto di quanto è accaduto ad Antonio Caliendo: non ci si può fare del male per un gioco. È un episodio che condanno».
Aldo Taddeo, che è rappresentato da Claudio Anellucci nell’attuale società gialloblù con il ruolo di direttore generale “personale” di Caliendo non avendo ancora ottenuto il crisma dell’ufficialità, in realtà aveva informato il Comune che questa mattina si sarebbe presentato da un notaio a Milano per depositare il contratto e ottenere così il trasferimento delle quote. Non è da escludere che mantenga fede al suo proposito. E il concordato? «Non è un problema, anzi Caliendo ha fatto la cosa giusta. Io gli ho solo presentato il mio studio legale di Busto Arsizio, ma la domanda al tribunale l’ha presentata il Modena Calcio. Si può comunque amministrare benissimo una società anche in regime di concordato». (e.b.)
«Sicuramente non è stato molto rispettoso nei miei confronti - dichiara proprio Taddeo - e in questo momento sto pensando a quello che debbo fare e come muovermi».
L’imprenditore lombardo, che si era già mosso con determinazione anche nei confronti dell’amministrazione comunale per risolvere il problema dello stadio Braglia in vista del suo arrivo, sente che il clima non è proprio idilliaco.
«C’è freddezza nei miei confronti da parte della stampa, ma anche il Comune non è stato troppo caloroso. Ho parlato con il sindaco Muzzarelli e mi è sembrato freddo. Mi dispiace che si sia creata una situazione del genere, perchè voglio solo fare il bene del Modena. Ma in questo momento ci sto pensando bene, nessuno mi obbliga ad assumermi oltre quattro milioni di debiti. Entro domani, comunque prenderò la decisione definitiva. Ho anche provato a contattare Salerno per realizzare una cordata, ma non c’è stato nulla da fare e ha declinato l’invito.
Permettetemi di dire che mi dispiace molto di quanto è accaduto ad Antonio Caliendo: non ci si può fare del male per un gioco. È un episodio che condanno».
Aldo Taddeo, che è rappresentato da Claudio Anellucci nell’attuale società gialloblù con il ruolo di direttore generale “personale” di Caliendo non avendo ancora ottenuto il crisma dell’ufficialità, in realtà aveva informato il Comune che questa mattina si sarebbe presentato da un notaio a Milano per depositare il contratto e ottenere così il trasferimento delle quote. Non è da escludere che mantenga fede al suo proposito. E il concordato? «Non è un problema, anzi Caliendo ha fatto la cosa giusta. Io gli ho solo presentato il mio studio legale di Busto Arsizio, ma la domanda al tribunale l’ha presentata il Modena Calcio. Si può comunque amministrare benissimo una società anche in regime di concordato». (e.b.)
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