Gazzetta di Modena

Sport

Modena Calcio

Modena calcio, Caliendo contro tutti: «Ho rischiato la vita»

di Marco Costanzini
Modena calcio, Caliendo contro tutti: «Ho rischiato la vita»

«Tifosi disinformati, pronto un dossier contro Muzzarelli e Salerno» 

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA «Ho rischiato la vita, quei tifosi volevamo farmi la pelle».

Antonio Caliendo ha voluto raccontare ai media nazionali i minuti di terrore vissuti martedì sera nella sede del Modena. L’atto intimidatorio nei suoi confronti da parte di una trentina di ultras gialloblù e il tentativo di contatto evitato grazie ad un armadio posto come barricata lo hanno impaurito e segnato. Un episodio che nessuno può giustificare, deprecabile e da stigmatizzare, al quale, però, Caliendo ha voluto dare motivazioni francamente inopportune, per usare un eufemismo, tanto da riuscire ad agitare ancor più le acque.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.15946193:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2017/10/05/fotogalleria/nella-sede-del-modena-calcio-dopo-l-irruzione-dei-tifosi-1.15946193]]

Caliendo contro tutti, atto ennesimo, fino ad arrivare a schierarsi con i tifosi (ovviamente non quelli violenti): «Vittime di disinformazione», le parole di chi ha portato il Modena fino all’ultimo posto in serie C, con debiti di oltre cinque milioni, una maxi-penalizzazione in arrivo per inadempienze certificate dalla Covisoc e uno sfratto esecutivo dallo stadio Braglia in mano.

Stampa, sindaco Muzzarelli e Carmelo Salerno, quest’ultimo unico interlocutore locale che si sarebbe lanciato in un’impresa folle come quella di provare a salvare un Modena messo così: questi, secondo Caliendo, i colpevoli del clima che si è creato in città.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:sport:1.15941191:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/sport/2017/10/04/news/caliendo-e-costretto-a-scappare-sotto-scorta-1.15941191]]


«Volevano farmi la pelle, erano armati di spranghe e bombe carta. Due si sono presentati in sede direttamente con pitbull al guinzaglio», le dichiarazioni rilasciate all’Ansa dall’amministratore unico del Modena ricostruendo la tentata aggressione di martedì.

«Fortunatamente – aggiunge Caliendo – mi è arrivata una telefonata che mi ha avvertito della presenza di persone incappucciate fuori dalla sede. Insieme a un mio collaboratore (il direttore generale “non ufficiale” Claudio Anellucci, ndr) siamo riusciti a bloccare la porta d’ingresso spostando un pesante armadio e così mi sono salvato, telefonando alla polizia. Quel gruppo di persone è riuscito ad entrare in sede perché sapeva che ero lì. Erano venuti per aggredirmi. Martedì sera ho avuto l’ennesimo incontro con Carmelo Salerno, architetto che da otto mesi a questa parte fa finta di voler acquistare la società quando in realtà non lo vuole fare, è interessato ai terreni dell’area di allenamento che si trova non lontano dallo stadio (il riferimento è ovviamente al Mammut Club, ndr). L’unico suo interesse era quello di seguire la situazione della società fino alla presentazione dei libri in tribunale». In un’altra intervista ha aggiunto: «Alla presenza di testimoni, posso dire che Salerno ha sempre trovato qualsiasi scusa pur di non firmare, ma poi dice puntualmente che sono io a non volerlo fare».

Accuse pesantissime, di fronte alle quali verrebbe da chiedere a Caliendo per quale motivo allora nell’ultima settimana ha voluto due volte tornare a sedersi al tavolo con Salerno dopo avergli fatto sbattere la porta in faccia – a parole si intende – da Anellucci. L’attuale proprietario del Modena è andato oltre: «Sto preparando un dossier che porterò alle autorità e saranno loro a valutare quanto avvenuto in questi mesi, un dossier dove allegherò anche tutti gli articoli di stampa e i servizi televisivi che sono stati fatti contro di me, facendo al contrario pubblicità a questo Salerno. Quanto avvenuto ieri è frutto di questo clima. Questo terrorismo, intimidazione ed estorsione. Nel mio dossier metterò in copertina la foto del sindaco di Modena mentre posa con i tifosi e mostra una maglietta con scritto “Caliendo vattene”».

Caliendo ha rilasciato almeno una decina di interviste a siti e media nazionali: «I tifosi sono vittime della disinformazione», ha tuonato a Radio Tuttomercatoweb. «La colpa non è loro, ma dei colletti bianchi che riportano dati non corretti come quelli sul mio debito con il Comune, che è solo di 70mila euro».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google