Il Modena dura 3 minuti È un record storico di ko
di Paolo Vecchi
Mai in 105 anni di storia erano arrivate sette sconfitte consecutive
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INVIATO A BOLZANO. La fine di una società non nasce mai dal campo. Ha origine sempre nella società, dal fallimento di chi la governa e non la sa gestire: dal fallimento di Antonio Caliendo. Che urla contro tutti come un elefante a caccia di mosche rifiutando di guardarsi allo specchio: è lui l’unico colpevole dell’agonia del Modena Calcio. Non c’è lo stadio perchè non ha pagato, pioveranno una valanga di punti di penalizzazione per le sue inadempienze col Fisco e per aver perso a tavolino contro il Mestre. Alla fine del campionato scorso c’era una squadra decente, lui l’ha disintegrata e con lei anche Capuano. C’era la serie B, ora c’è un ultimo posto in serie C a quota zero punti. Su quello specchio in cui rifiuta di guardarsi cerca, però, di arrampicarsi per riottenere lo stadio Braglia attraverso la cessione ad Aldo Taddeo e anche con la richiesta del concordato, ma la sua gestione è stata travolta dai suoi errori, solo dai suoi errori. C’era anche Carmelo Salerno, l’imprenditore della città che poteva riaccendere una fiammella di vita per il Modena Calcio, gli ha preferito Taddeo accusandolo, secondo assurde teorie del complotto, delle cose più meschine. Non si guarda allo specchio Caliendo, non sente nemmeno i cori che da almeno due stagioni i tifosi del Modena gli cantano contro ovunque, anche ieri a Bolzano dov’erano in sessanta. Massima condanna alla violenza, in qualsiasi forma sia espressa, e per quanto accaduto martedì sera nella sede del club canarino, ma il patron non ha capito che la sua storia era finita e che doveva lasciare Modena da tempo senza esaperare la situazione con annunci di vendite, trattative infinite, lo scempio del Braglia e del maxi deferimento.
Ha azzerato la società e ha azzerato la testa di una squadra che a Bolzano, ieri, contro il Sudtirol ha incassato la settima sconfitta consecutiva (sei sul campo, una a tavolino). Non era mai successo nella storia del Modena Calcio in 105 anni. Una squadra che non sarebbe così derelitta, ma che si trova con l’encefalogramma piatto per colpa delle continue mazzate che gli piovono dall’alto. Capuano non riesce a rianimarla e le sconfitte arrivano puntuali, ogni volta che i gialli mettono i piedi sul terreno di gioco. Gialli che si erano anche esposti chiedendo a Carmelo Salerno di tornare al tavolo delle trattative: rischiano la purga.
A Bolzano, il Modena torna in campo dopo il ko d’ufficio con il Mestre. Capuano non ha Popescu, influenzato, e a sinistra schiera Capellini con Calapai a destra. In mezzo Carraro basso alle spalle di Remedi e Badjie. Maritato e Galuppini davanti, dietro, a protezione di Manfredini, il trio della paura Sosa, Aldrovandi e Solini. Zanetti, mister del Sudirol, sceglie Offredi in porta, Vinetot, Sgarbi e Baldan dietro e Frascatore e Tait esterni con Bertoni basso rispetto a Smith e Fink. Gyasi affianca Costantino in attacco. La partita dura tre minuti quando Costantino azzecca un colpo di testa vincente su un cross di Smith infilandosi tra Sosa e Aldrovandi. Mazzata e subito dopo il palo evita il raddoppio su un tiro di Fink, Manfredini completa il miracolo deviando in angolo il tap in di Smith. I gialli tentano una reazione e al 28’ Maritato non riesce a concludere dopo una bella azione personale. Il centravanti innesca Galuppini al 33’: tiro, Offredi non trattiene e Sosa, a rimorchio, si divora il pareggio da due passi. Al rientro in campo Giorno per Badjie, Louzada per Capellini e Ambrosini per Solini. Le mosse della disperazione di Capuano che deve, però, assistere al raddoppio di Tait che segue un cross di Frascatore sul secondo palo freddando Manfredini in scivolata e anche al tris dello stesso Tait che al 68’ indovina l’incrocio alla sinistra di Manfredini. In campo c’è anche Momentè, attaccante troppo a lungo dimenticato da Capuano, che al 75’ di testa su assist di Giorno segna il gol della bandiera. Perchè la speranza non esiste più in questo Modena ormai allo sbando. Capuano non ci salta più fuori, i giocatori sono travolti dalle batoste e dagli eventi. È un’agonia interminabile, una caduta a rotto di collo senza che nessuno riesca ad aprire nemmeno il paracadutino di emergenza. Taddeo ci metterà una pezza o staccherà la spina?
@PaoloVp305 . ©RIPRODUZIONE RISERVATA +++++
Ha azzerato la società e ha azzerato la testa di una squadra che a Bolzano, ieri, contro il Sudtirol ha incassato la settima sconfitta consecutiva (sei sul campo, una a tavolino). Non era mai successo nella storia del Modena Calcio in 105 anni. Una squadra che non sarebbe così derelitta, ma che si trova con l’encefalogramma piatto per colpa delle continue mazzate che gli piovono dall’alto. Capuano non riesce a rianimarla e le sconfitte arrivano puntuali, ogni volta che i gialli mettono i piedi sul terreno di gioco. Gialli che si erano anche esposti chiedendo a Carmelo Salerno di tornare al tavolo delle trattative: rischiano la purga.
A Bolzano, il Modena torna in campo dopo il ko d’ufficio con il Mestre. Capuano non ha Popescu, influenzato, e a sinistra schiera Capellini con Calapai a destra. In mezzo Carraro basso alle spalle di Remedi e Badjie. Maritato e Galuppini davanti, dietro, a protezione di Manfredini, il trio della paura Sosa, Aldrovandi e Solini. Zanetti, mister del Sudirol, sceglie Offredi in porta, Vinetot, Sgarbi e Baldan dietro e Frascatore e Tait esterni con Bertoni basso rispetto a Smith e Fink. Gyasi affianca Costantino in attacco. La partita dura tre minuti quando Costantino azzecca un colpo di testa vincente su un cross di Smith infilandosi tra Sosa e Aldrovandi. Mazzata e subito dopo il palo evita il raddoppio su un tiro di Fink, Manfredini completa il miracolo deviando in angolo il tap in di Smith. I gialli tentano una reazione e al 28’ Maritato non riesce a concludere dopo una bella azione personale. Il centravanti innesca Galuppini al 33’: tiro, Offredi non trattiene e Sosa, a rimorchio, si divora il pareggio da due passi. Al rientro in campo Giorno per Badjie, Louzada per Capellini e Ambrosini per Solini. Le mosse della disperazione di Capuano che deve, però, assistere al raddoppio di Tait che segue un cross di Frascatore sul secondo palo freddando Manfredini in scivolata e anche al tris dello stesso Tait che al 68’ indovina l’incrocio alla sinistra di Manfredini. In campo c’è anche Momentè, attaccante troppo a lungo dimenticato da Capuano, che al 75’ di testa su assist di Giorno segna il gol della bandiera. Perchè la speranza non esiste più in questo Modena ormai allo sbando. Capuano non ci salta più fuori, i giocatori sono travolti dalle batoste e dagli eventi. È un’agonia interminabile, una caduta a rotto di collo senza che nessuno riesca ad aprire nemmeno il paracadutino di emergenza. Taddeo ci metterà una pezza o staccherà la spina?
@PaoloVp305 . ©RIPRODUZIONE RISERVATA +++++
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