Montella fa scudo al Milan «Il quarto posto è vicino»
Il tecnico alla consegna del premio Liedholm: «Spero di vincere come lui Le critiche ci stanno, il cammino resta in salita ma sicuramente miglioreremo»
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MILANO. Ad ascoltare Vincenzo Montella, non pare un allenatore costretto a passare indenne il derby di domenica prossima per restare sulla panchina del Milan. «Sono estremamente positivo, ottimista, c'è lavoro da fare ma vedo potenzialità, disponibilità. Il cammino è un po’ in salita, ma è abbastanza normale», sostiene, definendo «non lontanissimo» il quarto posto, a 4 punti di distanza dopo tre ko in sette giornate di campionato, due contro concorrenti come Lazio e Roma.
La corsa alla Champions è ancora aperta, ma un altro scivolone contro l'Inter la complicherebbe, aumentando le probabilità del primo esonero del nuovo Milan di proprietà cinese. «Non mi turbano le illazioni, conosco i rischi del mestiere. Più è blasonato e con grandi aspettative la squadra, più sono i rischi e le chiacchiere», ha tagliato corto Montella, prima di ricevere nel Monferrato il premio Liedholm, intitolato all'allenatore svedese che ha vinto uno scudetto con la Roma, uno con il Milan, ed è stato il primo esonerato dell'era Berlusconi, 30 anni fa. «Spero di vincere come lui», è l'auspicio dell'ex attaccante, che per l'anno prossimo è insidiato dall'ombra di Conte. Per evitare scossoni nel breve periodo, deve risolvere la crisi, gestita anche come un problema di condizione fisica, con il licenziamento del preparatore atletico Marra, da anni nel suo staff. «Sto valutando la scelta migliore. Non mi faccio prendere dal panico per averlo subito e per forza», ha spiegato.
Potrebbe toccare a un professionista esterno (è stato valutato Saccone) o a uno dei preparatori già a Milanello, Iriarte (che sta curando gli allenamenti atletici da una settimana), Maldifassi o Savoia. Con o senza un nuovo preparatore atletico, serve una svolta. La sconfitta con la Roma ancora «brucia», ha ammesso l'allenatore rossonero, forte della fiducia della società e «intenzionato a proseguire, migliorare e accelerare il percorso iniziato. Abbiamo tenuto testa a una squadra che l'anno scorso è arrivata 25 punti davanti a noi, significa - è sicuro - che ci stiamo avvicinando». Eppure le critiche non sono fuori luogo. «Mediaticamente ci sta, perché le aspettative erano e sono altissime, ma il nostro percorso ci deve portare a crescere e raggiungere i primi quattro posti. Non siamo distantissimi, fa parte tutto della comunicazione delle aspettative: l'importante è non farsi condizionare». D'altronde la nuova proprietà, con un mercato da oltre 200 milioni di euro, ha puntato forte sulla qualificazione alla prossima Champions, e senza quei ricavi sarà più difficile far quadrare i conti del progetto di Li Yonghong, da sempre circondato da margini di incertezza. Più o meno la stessa che ora pesa sul destino di Montella.
La corsa alla Champions è ancora aperta, ma un altro scivolone contro l'Inter la complicherebbe, aumentando le probabilità del primo esonero del nuovo Milan di proprietà cinese. «Non mi turbano le illazioni, conosco i rischi del mestiere. Più è blasonato e con grandi aspettative la squadra, più sono i rischi e le chiacchiere», ha tagliato corto Montella, prima di ricevere nel Monferrato il premio Liedholm, intitolato all'allenatore svedese che ha vinto uno scudetto con la Roma, uno con il Milan, ed è stato il primo esonerato dell'era Berlusconi, 30 anni fa. «Spero di vincere come lui», è l'auspicio dell'ex attaccante, che per l'anno prossimo è insidiato dall'ombra di Conte. Per evitare scossoni nel breve periodo, deve risolvere la crisi, gestita anche come un problema di condizione fisica, con il licenziamento del preparatore atletico Marra, da anni nel suo staff. «Sto valutando la scelta migliore. Non mi faccio prendere dal panico per averlo subito e per forza», ha spiegato.
Potrebbe toccare a un professionista esterno (è stato valutato Saccone) o a uno dei preparatori già a Milanello, Iriarte (che sta curando gli allenamenti atletici da una settimana), Maldifassi o Savoia. Con o senza un nuovo preparatore atletico, serve una svolta. La sconfitta con la Roma ancora «brucia», ha ammesso l'allenatore rossonero, forte della fiducia della società e «intenzionato a proseguire, migliorare e accelerare il percorso iniziato. Abbiamo tenuto testa a una squadra che l'anno scorso è arrivata 25 punti davanti a noi, significa - è sicuro - che ci stiamo avvicinando». Eppure le critiche non sono fuori luogo. «Mediaticamente ci sta, perché le aspettative erano e sono altissime, ma il nostro percorso ci deve portare a crescere e raggiungere i primi quattro posti. Non siamo distantissimi, fa parte tutto della comunicazione delle aspettative: l'importante è non farsi condizionare». D'altronde la nuova proprietà, con un mercato da oltre 200 milioni di euro, ha puntato forte sulla qualificazione alla prossima Champions, e senza quei ricavi sarà più difficile far quadrare i conti del progetto di Li Yonghong, da sempre circondato da margini di incertezza. Più o meno la stessa che ora pesa sul destino di Montella.
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