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Ora è il tribunale a gestire il Modena

di Marco Costanzini
Claudio Trenti
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Claudio Trenti

Il giudice Galli e il commissario Trenti per il concordato 

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MODENA Il destino del Modena è nelle mani del tribunale. Ieri pomeriggio, sul portale fallimenti, è comparsa ufficialmente la procedura di concordato preventivo con riserva alla quale il club canarino ha chiesto di ricorrere martedì come estremo tentativo per evitare il fallimento.

Il tribunale di Modena ha nominato come giudice delegato la dottoressa Laura Galli e come commissario giudiziale il dottore commercialista Claudio Trenti dopo aver verificato che sussistevano i requisiti di ammissibilità al concordato preventivo con riserva da parte del club canarino, ritenendo di poter concedere un termine superiore al minimo in quanto non sono pendenti ricorsi per la dichiarazione di fallimento e sono state addotte motivazioni condivisibili circa la necessità di una congrua dilazione.

Secondo quanto stabilito nel decreto pronunciato dal tribunale, nelle persone dei magistrati Emilia Salvatore, Alessandra Mirabelli e Laura Galli, il Modena avrà tempo fino al 3 gennaio 2018 per la presentazione del piano di rientro dei debiti accumulati fino a ieri, della proposta per i creditori e dell’altra documentazione necessaria per riuscire a risolvere il suo stato di crisi: dunque tre mesi esatti per cercare di convincere il 50% più uno dei creditori e tribunale, l’ultimo a dover dare l’assenso al piano presentato.

È stato però disposto che prima di questa data, mensilmente a partire dal 4 novembre, il Modena presenti una relazione in merito all’attività svolta con particolare riferimento a eventuali debiti contratti e pagamenti effettuati, una situazione patrimoniale, economica e finanziaria aggiornata all’ultimo giorno del mese precedente nonché alla gestione finanziaria dell’impresa e all’attività compiuta ai fini della predisposizione della proposta e del piano. Entro dieci giorni dalla presentazione del decreto, il Modena dovrà versare un fondo spese di 5mila euro. La richiesta di concordato preventivo con riserva è stata presentata dagli avvocati Filippo Canepa ed Esmeralda Cassano di Busto Arsizio, professionisti suggeriti ad Antonio Caliendo dall’imprenditore varesino Aldo Taddeo.

E ora? Debiti e crediti del Modena antecedenti al decreto del tribunale, dunque a ieri, vengono al momento congelati, al club è stata autorizzata la continuità aziendale ed ora Antonio Caliendo dovrà dimostrare che possa produrre un profitto tale da permettersi di condurre in porto questa operazione salvagente che nel calcio si è iniziato ad utilizzare solo negli ultimi anni: tentò questa strada il Bari di Matarrese, che poi però finì in procedura di fallimento pilotato come il Latina nella passata stagione, ci provò anche la Reggina di Foti e lo ha fatto il Padova del duo Cestaro-Penocchio, ma solo dopo che il club biancoscudato era già stato estromesso dai campionati professionistici per ripartire come Biancoscudati Padova.

Come per quanto riguarda le normali aziende, insomma, ben si capisce quanto il concordato preventivo si utilizzi per provare un salvataggio disperato. Ma il concordato tutela maggiormente anche un eventuale nuovo acquirente che accetti di lanciarsi in una avventura ai limiti del compromesso: tra questi Carmelo Salerno chesembra intenzionato a riprovarci nonostante lo scontro con Caliendo. Anche una cessione a Taddeo sarebbe sub iudice.

Perché ora non è più il solo Antonio Caliendo a decidere le sorti del Modena. Si dovrà bussare alla porta del commissario Claudio Trenti, che vigilerà su conti e operazioni della società oltre ad agire come filtro tra società e tribunale.


 

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