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Caliendo lascia, Modena a Taddeo

Il patron dà l’addio: «Pieno di rabbia, sono stati altri a voler vedere la società fallita» 

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Antonio Caliendo lascia Modena per sempre, troppo tardi per evitare di essere ricordato come colui che ha cancellato 105 anni di storia del club gialloblù se lo stadio Braglia presto non verrà riaperto e soprattutto se il ricorso al concordato preventivo con riserva non sortirà i suoi effetti.

L’ex re dei procuratori non ha più alcuna carica in seno al Modena, almeno stando a quanto comunicato sul sito ufficiale della società ieri pomeriggio: “In data odierna, alle ore 15, l’amministratore unico del Modena F.C. Antonio Caliendo ha dato le dimissioni da tutte le sue funzioni. La Word Promotion Company ha ceduto il pacchetto azionario del Modena Calcio ad Aldo Taddeo. Caliendo, a conclusione della trattativa, ha dichiarato: «Ad Aldo Taddeo auguro un proficuo lavoro e spero abbia più fortuna di me. Inoltre faccio i miei auguri alla squadra e ringrazio tutti i collaboratori della società»”.

Così il Modena, appena entrato in concordato preventivo con riserva, passa nelle mani di Taddeo e dovrà convincere commissario giudiziale, oltre che Comune, della bontà delle sue intenzioni. L’imprenditore già dieci giorni fa aveva firmato un preliminare per acquistare tramite la Ital Slovakia di Bratislava le quote del club - non il pacchetto azionario come si legge nel comunicato, perché il Modena è una Srl - dalla World Promotion Company, holding lussemburghese che tutti purtroppo ricorderanno come la più misteriosa proprietà della storia ultracentenaria della società canarina. Costo dell’operazione: stando quanto Taddeo ha lasciato intendere, zero.

Dunque nessuna buonuscita richiesta da Caliendo, ultimo paletto ad ostacolare la cessione a Carmelo Salerno, e piano di ristrutturazione di un debito ingente (che finalmente o purtroppo si saprà a quanto ammonti con esattezza, ndr) tutta sulle spalle del nuovo proprietario, che dovrà anche garantire la corretta gestione del club.

Lanciarsi in un’avventura simile, a maggior ragione quando si è un “forestiero” e si deve prima di tutto riallacciare un rapporto con il Comune tranciato da Caliendo, non può che lasciare perplessi. Casi analoghi insegnano. Un nuovo capitolo si apre quindi con gli stessi problemi di prima, senza chi li ha creati ma con chi dovrà disperatamente risolverli. Non basterà questo per cancellare le colpe. «Sono pieno di rabbia, ma convinto di aver preso la decisione giusta. Dopo quello che è successo martedì sera con i tifosi sarebbe stato impossibile continuare», ha dichiarato Caliendo all’Ansa. Le tempistiche dell’uscita di scena, in realtà, lasciano propendere più per un tentativo di riavere subito il Braglia, come già accaduto la settimana scorsa quando Taddeo firmò il preliminare. L’esito sarà identico, perché domani il Modena non giocherà nel suo stadio e lunedì verrà allontanato anche dagli uffici della sede e dai campi di allenamento. «Spero solo che a chi mi succede sia permesso di lavorare - ha aggiunto Caliendo all’Ansa - perché per me non è stato così. Ho speso tantissimi soldi e ho fatto di tutto affinché non fallisse. Sono altri, che stanno intorno alla squadra, che hanno fatto di tutto per vederla fallita e cancellata dal calcio. Il Comune? Sì, insieme a chi per otto mesi ha fatto finta di voler acquistare il club».

Colpa degli altri, come sempre, con il sindaco Muzzarelli e Carmelo Salerno di nuovo nel mirino e la parola fallimento sdoganata da Caliendo stesso.

Marco Costanzini

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