I mille rimpianti di mister Stoytchev
nostro servizio di Francesco Cottafava
«Non siamo riusciti a sfruttare i nostri momenti migliori E in quel quarto set abbiamo sprecato dopo la rimonta»
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CIVITANOVA. «Chi vince vince, chi perde spiega». Non usa giri di parole Radostin Stoytchev al termine della semifinale di Supercoppa italiana persa contro la Lube Civitanova. La squadra campione di Italia in carica ha dimostrato tutta la sua forza nell'arco della partita, ma Modena ha tanto da recriminare per le diverse occasioni gettate al vento specialmente negli ultimi due parziali della sfida.
«Ad inizio stagione è normale che la partita viva di tanti alti e bassi – spiega il tecnico bulgaro. Se le squadre non hanno ancora i meccanismi, è normale vedere allunghi di cinque/sei punti nel corso della partita. Il nostro problema principale di oggi è che non siamo stati bravi a sfruttare i nostri momenti positivi, sia nel terzo parziale che nel quarto. Nell'ultimo set abbiamo recuperato sei punti ma non siamo riusciti a capitalizzare la rimonta in due occasioni».
Stoytchev però non si abbatte e mette l'accento sulla sfida di questo pomeriggio per il terzo/quarto posto che, all'apparenza, potrebbe apparire inutile e superflua.
«Noi abbiamo molti margini di miglioramento in battuta ed in contrattacco. Contro la Lube siamo anche rimasti sotto il nostro livello per quanto riguarda il cambio palla. Civitanova è una squadra forte a muro ed in difesa, questo lo sapevamo. Però non siamo stati fluidi nel cambio palla. Ovviamente manca il lavoro, mancano i meccanismi. Adesso dobbiamo solo pensare alla partita di questo pomeriggio, un match comunque importante. Non dobbiamo sottovalutare questo appuntamento perché la dobbiamo usare come preparazione in vista della prima gara di campionato». Nel primo set Modena era partita fortissimo a muro, per poi calare mano a mano con il trascorrere del match.
«Siamo stati sempre presenti a muro, nonostante abbiamo raccolto pochi punti diretti. 8 muri per vincere una partita non sono sufficienti. Questo è questione di lavoro. Non è solamente il problema di dove andare, ma anche di cosa fare. Queste cose si allenano, non si spiegano. Il nostro cammino inizio adesso, dobbiamo migliorare in tutto».
L'occasione più ghiotta è capitata nelle mani di Ngapeth, che ha sprecato il pallone del possibile 23-23 nel quarto set attaccando di seconda intenzione un pallone volante alzato da Bruno.
«Ogni tanto l'esuberanza di Earvin lo porta a strafare nelle cose, quando invece bisognerebbe giocare con un po' più di calma. Dobbiamo avere pazienza sulle rigiocate lunghe, non dobbiamo cercare subito il punto diretto. Gliel'ho detto alcune volte, ma anche questo è una cosa se cui dobbiamo lavorare. Il contrattacco è una delle cose che dobbiamo sistemare».
Infine una battuta su Civitanova, con merito finalista nella sfida di questo pomeriggio che mette in palio la Supercoppa. «La Lube è la squadra campione di Italia con un Taylor Sander in più. Il loro vantaggio è stato quello di poter cambiare i giocatori nel corso della partita. Quando uno non girava al massimo, la panchina di Civitanova arrivava in soccorso dei marchigiani».
«Ad inizio stagione è normale che la partita viva di tanti alti e bassi – spiega il tecnico bulgaro. Se le squadre non hanno ancora i meccanismi, è normale vedere allunghi di cinque/sei punti nel corso della partita. Il nostro problema principale di oggi è che non siamo stati bravi a sfruttare i nostri momenti positivi, sia nel terzo parziale che nel quarto. Nell'ultimo set abbiamo recuperato sei punti ma non siamo riusciti a capitalizzare la rimonta in due occasioni».
Stoytchev però non si abbatte e mette l'accento sulla sfida di questo pomeriggio per il terzo/quarto posto che, all'apparenza, potrebbe apparire inutile e superflua.
«Noi abbiamo molti margini di miglioramento in battuta ed in contrattacco. Contro la Lube siamo anche rimasti sotto il nostro livello per quanto riguarda il cambio palla. Civitanova è una squadra forte a muro ed in difesa, questo lo sapevamo. Però non siamo stati fluidi nel cambio palla. Ovviamente manca il lavoro, mancano i meccanismi. Adesso dobbiamo solo pensare alla partita di questo pomeriggio, un match comunque importante. Non dobbiamo sottovalutare questo appuntamento perché la dobbiamo usare come preparazione in vista della prima gara di campionato». Nel primo set Modena era partita fortissimo a muro, per poi calare mano a mano con il trascorrere del match.
«Siamo stati sempre presenti a muro, nonostante abbiamo raccolto pochi punti diretti. 8 muri per vincere una partita non sono sufficienti. Questo è questione di lavoro. Non è solamente il problema di dove andare, ma anche di cosa fare. Queste cose si allenano, non si spiegano. Il nostro cammino inizio adesso, dobbiamo migliorare in tutto».
L'occasione più ghiotta è capitata nelle mani di Ngapeth, che ha sprecato il pallone del possibile 23-23 nel quarto set attaccando di seconda intenzione un pallone volante alzato da Bruno.
«Ogni tanto l'esuberanza di Earvin lo porta a strafare nelle cose, quando invece bisognerebbe giocare con un po' più di calma. Dobbiamo avere pazienza sulle rigiocate lunghe, non dobbiamo cercare subito il punto diretto. Gliel'ho detto alcune volte, ma anche questo è una cosa se cui dobbiamo lavorare. Il contrattacco è una delle cose che dobbiamo sistemare».
Infine una battuta su Civitanova, con merito finalista nella sfida di questo pomeriggio che mette in palio la Supercoppa. «La Lube è la squadra campione di Italia con un Taylor Sander in più. Il loro vantaggio è stato quello di poter cambiare i giocatori nel corso della partita. Quando uno non girava al massimo, la panchina di Civitanova arrivava in soccorso dei marchigiani».
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