Giacobazzi trionfa con la maglia azzurra
Atletica. Nella 10 chilometri di Rennes il campione di Pavullo firma il personale e la prima vittoria con la nazionale
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Brilla la stella di un Giacobazzi versione deluxe a Rennes, nella 10 chilometri su strada che ha visto di fronte ieri pomeriggio gli under 20 e 23 di Italia, Francia e Portogallo. Vittoria in solitaria, con un notevolissimo crono da 29’5\” sotto la pioggia, che vale al pavullese il primato personale sulla distanza, ma soprattutto la prima affermazione con la canotta bianca della nazionale italiana Promesse. Bravissimo anche Simone Colombini, settimo al traguardo in 30’34”, secondo fra gli azzurri Promesse e terzo assoluto dei nostri, alle spalle dell’under 20 Mustafa Belghiti. Italia che conquista due affermazioni squadra, fra gli under 20 maschili e le under 23 femminili, guidate da una mostruosa Isabel Mattuzzi, che frantuma il record europeo stagionale in 33’29”. Seconde alle spalle dei francesi le compagini maschili under 23 di Giacobazzi e Colombini e quella femminile under 20. La voleva con tutto il cuore questa vittoria, Alessandro Giacobazzi, che ha riversato sull’asfalto bagnato di Rennes tutta la grinta del mondo, fino a quel bacio al tricolore sulla canotta che ha regalato alle telecamere negli ultimi metri di gara. Lo sguardo fisso, determinato, sin dalle prime curve di un circuito cittadino sul quale aveva già studiato da grande un anno fa, quando arrivò quarto in 30’00”, nella tornata che aveva incoronato un’altra pavullese, Christine Santi, trionfatrice fra le under 23. «E’ una soddisfazione immensa, una delle più speciali di tutta la mia vita - ammette con l’adrenalina ancora a mille la giovane stella della Fratellanza - Ci tenevo tantissimo, è sempre un’emozione speciale in nazionale. Ero venuto qui per vincere, ce l’ho fatta e la prima vittoria in azzurro resterà per sempre indimenticabile. La vorrei dedicare a tutta Pavullo ed al mio allenatore Mauro Bazzani». Otto giri con l’acceleratore pigiato, il cambio di ritmo a metà gara (passaggio a 14’52”), quando Alessandro ha preso la testa e si è messo a tirare senza calcoli, per non smettere più sino al traguardo, tagliato in 29’54”, nuovo personale. «I primi due giri sono stati tirati, eravamo tutti in gruppo, poi c’è stato un rallentamento ed ho capito che era il momento di spingere. Era nei miei piani, non volevo volate, solo dare tutto a testa bassa e così è stato. Sono andato via a metà gara, quando vedevo che riuscivo a guadagnare qualche metro sui francesi, poi gli ultimi tre sono stati davvero duri, con Yann Schrub che girava a sei, sette secondi dietro: però è lì che tiri fuori anche quello che non hai!». «Sono molto soddisfatto - il sorriso Colombini a fine gara - perché sono riuscito a dimostrare, in primis a me stesso, che in una disciplina molto distante dalla mia specialità, le siepi, me la posso cavare bene. Forse potevo fare qualcosa di più: non ho osato troppo all’inizio, sono salito in rimonta e mi sono ritrovato alla fine con qualcosa ancora da spendere, ma sono molto contento anche così».
Filippo Franchini
Filippo Franchini
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