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Il Carpi ha perso la rotta ed è affondato in Laguna

nostro servizio di Fabio Garagnani
Il Carpi ha perso la rotta ed è affondato in Laguna

Marsura e Pinato stroncano i biancorossi di Calabro al 2° ko consecutivo

4 MINUTI DI LETTURA





VENEZIA. Il Venezia di Pippo Inzaghi centra l’operazione sorpasso, ma al Penzo di Venezia fa tutto il Carpi: regala il gol del vantaggio agli avversari e poi sbaglia tutto quello che gli capita dalle parti di Vicaro, che non è tantissimo, ma certo più di quanto fatto dal Venezia. Ora i minuti senza gol diventano ben 351 e le sconfitte sono ben tre nelle ultime quattro. Ma pure questo sarebbe nulla se non ci fosse ancora una identità di squadra da mettere a fuoco. Nel modulo, a Venezia cambiato per la prima volta in stagione, e anche nei singoli, alcuni dei quali ancora privi di una collocazione precisa.

Carpi inedito in avvio

Mister Calabro sceglie il 3-4-3, ma con qualche variazione rispetto alle indiscrezione della vigilia. Confermati i due esordi assoluti in campionato dal primo minuto, tutti sulla fascia destra: Brosco in difesa e Nzolain attacco. A completare il reparto d’attacco non c’è Saric ma Jelenic, avanzato a sinistra. In mediana la coppia Pasciuti-Verna, con Pachonik e Sabbione sugli esterni. Senza Concas e Manconi, oltre agli infortunati di lungo corso Bittante e Prezioso, il Carpi gioca per ritrovare la via del gol, che manca da 261 minuti,e qualche certezza smarrita. In casa Venezia, complice la convocazione di Audero nell’Under 21, tra i pali è il giorno di Vicario. Inzaghi recupera Garofalo sulla fascia mancina. Sugli spalti anche il presidente statunitense Joe Tacopina, rientrato da Abu Dhabi per risolvere la grana Perinetti, il direttore sportivo che nei giorni scorsi ha annunciato l’addio per passare al Genoa. I padroni di casa cercano il primo gol e la prima vittoria stagionale al Penzo.

Autolesionismo

L’aggressività dei padroni di casa sembra sorprendere i ragazzi di Calabro che ci mettono un po’ ad entrare nel clima. Il Venezia attacca con gran ritmo, innescando in continuazione le corsie laterali. Seppur con qualche affanno, il Carpi regge l’urto.

Che sia con le buone o con le cattive (al 30’ sono già ammoniti due dei tre difensori), i biancorossi limita i pericoli. Al 30’ si trovano già con Brosco, Poli e Pasciuti ammoniti, ma non concedono tiri nello specchio della porta. L’unico sussulto è per un sospetto fallo di mano di Verna sulla riga di porta ad intercettare la conclusione di Domizzi. Per il resto la manovra dei padroni di casa sbatte sempre sulla trequarti, senza trovare sbocchi, mentre il Carpi cerca di alleggerire verticalizzando per Mbakogu, bravo a difendere palla per consentire ai compagni di respirare. Col passare dei minuti gli ospiti guadagnano campo e rischiano più volte il vantaggio sul filo del 15’, prima con una acrobazia di Brosco, poi con un tiro di Pasciuti e infine con una inzuccata di Sabbione. La palla non centra mai lo specchio.

Così, dopo qualche minuto di prevalenza biancorossa, tocca al Venezia rimettere la testa fuori: al 25’ Marsura in percussione a sinistra si sbarazza di Poli ma piazza fuori misura il diagonale. Le catene esterne del Venezia ora lavorano più in profondità. Tengono sotto pressione la difesa del Carpi, che al 37’ fa tutto da solo regalando il vantaggio ai padroni di casa: Brosco tenta un rinvio facile facile, colpisce in pieno Sabbione favorendo l’intervento di Marsura che tutto solo davanti a Colombi segna il gol del vantaggio.

Non serve tornare all’antica

Subito un cambio nel Carpi al rientro dagli spogliatoi: fuori Pachonik, Jelenic dirottato a destra e dentro Saric a centrocampo per il collaudato 3-5-2. Ma più che il sistema di gioco, a vedersi dopo il rientro in campo è lo spirito evocato da Calabro alla vigilia: il Carpi pressa alto, spinge sulle fasce e sfrutta gli inserimenti degli interni, nel primo tempo molto timidi. Gli effetti si fanno subito sentire. Nello spazio di una quindicina di minuti, il Carpi spreca varie volte la palla del pareggio: sbagliano Saric in rovesciata, almeno tre volte Nzola e pure Mbakogu che si fa riprendere sulla corsa da Andelkovic.

La squadra di Pippo Inzaghi non riesce ad alzare il baricentro ma appena mette il muso fuori la chiude: al 74’ Colombi mette in angolo la botta di Zigoni. Sul corner successivo, Pinato impatta al volo di destro fissando il risultato definitivo.

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