È iniziato il trasferimento del club al Mammut
Trasloco non completato entro la scadenza: il Comune invia un altro sollecito alla società. Il corteo funebre e la protesta costano il Daspo a tre tifosi
«Il trasloco è iniziato e chiediamo un po’ di tempo per completarlo. Sperando che con il Comune si trovi in fretta una soluzione». Mentre Aldo Taddeo ieri pomeriggio pronunciava queste parole, da piazza Grande partiva l’ennesimo comunicato per denunciare il mancato rispetto delle regole da parte del Modena: “Il Modena Fc non ha lasciato i locali dello stadio Braglia entro il termine fissato per oggi, lunedì 9 ottobre, dal provvedimento di revoca della concessione: risultano ancora occupate con computer, arredi e documenti alcune sale della zona uffici, mentre diverso materiale è ancora nei depositi dell’impianto sportivo. Per questo motivo, il Comune non ha ancora accettato la responsabilità della struttura e l’Amministrazione comunale assumerà nelle prossime ore gli atti necessari a garantire il completamento della procedura con relativo sgombero dei locali”. Dunque la scadenza del 9 ottobre non è stata rispettata: in sede non ci sono più i dipendenti, questo è vero, ma solo due stanze sono state liberate e nei magazzini risulta ancora presente materiale tecnico. Il Comune non intende assumersi la responsabilità di ciò che si trova ancora all’interno della sede, quindi se il Modena non completerà il trasloco in questi giorni si procederà allo sgombero da parte della polizia municipale. Intanto il club gialloblù ha anche un campo di allenamento da trovare per permettere a Popescu e compagni di continuare a fare il loro lavoro: senza più lo Zelocchi a disposizione, quale sarà la nuova casa dei canarini? Una risposta la si avrà soltanto oggi, mentre Taddeo alzerà il telefono per provare a fissare un incontro col sindaco Muzzarelli e l’assessore Guerzoni.
DASPO PER TRE
Il Questore adotta 3 Daspo nei confronti di ultras del Modena F.C. protagonisti delle iniziative di protesta del primo ottobre (il corteo funebre, lancio di alcuni petardi e fumogeni e cori contro Caliendo). Ecco il comunicato: “A seguito delle verifiche effettuate dalla Digos sono stati adottati dal Questore i primi tre provvedimenti amministrativi del di divieto di accesso dai luoghi ove si svolgono le manifestazioni sportive per la durata di un anno. I fatti si riferiscono a quanto accaduto il pomeriggio del primo ottobre quando in occasione dell’incontro Modena-Mestre, peraltro non disputatosi per altri motivi, un consistente gruppo di ultras si rese protagonista di una iniziativa di protesta, con lanci di petardi e fumogeni, che occupò per alcune ore la via Monte Kosica bloccandone la circolazione stradale. I provvedimenti, emessi in via d’urgenza, hanno colpito due modenesi e un tifoso residente a Vignola. Ai due modenesi viene contestata la condotta di cui sopra nonché l’accensione di fumogeni mentre al tifoso di Vignola la condotta con volto travisato».
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