nella Bank of America Chicago Marathon
Solo applausi per Fioresi e Sozio
Ora manca Tokyo per completare il prestigioso circuito delle Majors
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CHICAGO (USA). Applausi a scena aperta per Stefano Fioresi e Lara Sozio, autori di grande prestazioni oltreoceano, nella Bank of America Chicago Marathon. Oltre trentamila runners al via dell’edizione numero 40 della manifestazione, che ha fatto registrare i trionfi di Galen Rupp (2h09’20”) e Tirunesh Dibaba (2h18’31”). I coniugi portacolori della Podistica Interforze hanno centrato in pieno l’obiettivo preparato con cura durante l’estate: Stefano resta fedele all’invidiabile club del “sotto le 3 ore”, firmando un crono da 2h57’29”, dopo un passaggio alla mezza in 1h25’17”. Lara è scientifica, con il 3h30’00” netti che sgretola di 2’ esatti il personale siglato questa primavera a Londra.
«Ci siamo preparati duramente tutta estate e siamo riusciti entrambi a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati – esulta il maratoneta-artista modenese – Chicago è la tipica maratona americana, con organizzazione perfetta, tantissimo pubblico lungo tutto il percorso ed un tifo assordante che accompagna dall’inizio alla fine. Il percorso è scorrevole, con strade larghe e piatte: solamente quando si attraversano i sei ponti si avvertono leggere salite. Rispetto a Boston e New York, qui si parte ed arriva nello stesso luogo, Grant Park, dove all’arrivo ci ha accolto un bellissimo party post gara con musica dal vivo e birra gratis per i maratoneti».
Con Chicago, fanno 5 su 6. Manca solo Tokyo ormai, per completare l’elitario circuito delle Majors. «Già, ne manca soltanto una sola, vedremo quando metterla in programma, ma di certo non il prossimo anno – assicura Fioresi – Adesso vogliamo goderci Chicago, città bellissima, ordinata e molto pulita. Durante la gara si attraversano quartieri residenziali, pieni delle tipiche “brown stone”, per poi sfilare accanto ai grattacieli della city. Nei giorni pre gara non abbiamo ancora vissuto a dovere la città, ora inizieremo sul serio a fare i turisti e chissà che non arrivi qualche ispirazione artistica interessante»”.
«Ci siamo preparati duramente tutta estate e siamo riusciti entrambi a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati – esulta il maratoneta-artista modenese – Chicago è la tipica maratona americana, con organizzazione perfetta, tantissimo pubblico lungo tutto il percorso ed un tifo assordante che accompagna dall’inizio alla fine. Il percorso è scorrevole, con strade larghe e piatte: solamente quando si attraversano i sei ponti si avvertono leggere salite. Rispetto a Boston e New York, qui si parte ed arriva nello stesso luogo, Grant Park, dove all’arrivo ci ha accolto un bellissimo party post gara con musica dal vivo e birra gratis per i maratoneti».
Con Chicago, fanno 5 su 6. Manca solo Tokyo ormai, per completare l’elitario circuito delle Majors. «Già, ne manca soltanto una sola, vedremo quando metterla in programma, ma di certo non il prossimo anno – assicura Fioresi – Adesso vogliamo goderci Chicago, città bellissima, ordinata e molto pulita. Durante la gara si attraversano quartieri residenziali, pieni delle tipiche “brown stone”, per poi sfilare accanto ai grattacieli della city. Nei giorni pre gara non abbiamo ancora vissuto a dovere la città, ora inizieremo sul serio a fare i turisti e chissà che non arrivi qualche ispirazione artistica interessante»”.
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