il nuovo proprietario
Taddeo alla prova dei fatti: deve pagare stipendi e stadio
Le parole dell’avvocato Mattia Grassani non fanno altro che avvalorare ciò che si è sempre sostenuto nell’ultima settimana: il concordato preventivo con riserva è il tentativo disperato fatto da...
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Le parole dell’avvocato Mattia Grassani non fanno altro che avvalorare ciò che si è sempre sostenuto nell’ultima settimana: il concordato preventivo con riserva è il tentativo disperato fatto da Antonio Caliendo, colui che ha presentato la domanda al tribunale, per evitare il fallimento suo e del Modena. La patata bollente è ora in mano ad Aldo Taddeo, già presentatosi in città dopo aver trovato l’accordo con l’ex proprietà per il passaggio delle quote dalla World Promotion Company alla Ital Slovakia.
Il nuovo amministratore del club canarino ieri ha avuto un incontro informale con il commissario giudiziale Claudio Trenti, per presentarsi e spiegare anche a lui di avere intenzioni serie.
Ora, però, c’è la prova dei fatti: entro lunedì andranno pagati ai giocatori gli stipendi di luglio e agosto, poi il portafoglio andrà aperto per riottenere lo stadio Braglia dal Comune. Facendo due calcoli rapidi, per superare in toto questi ostacoli servirebbe poco meno di un milione: oltre 200mila tra stipendi e tasse, 6mila a gara per il canone annuale d’affitto del Braglia (più i costi di sede e campi di allenamento) e 625mila per i debiti pregressi. A scucirli dovrà essere Taddeo, che a parole ha mostrato di volerlo fare aggiungendo però sempre: “nel rispetto del concordato”. Frase, quest’ultima, che nei prossimi mesi si sentirà più e più volte, che giustamente darà un ruolo di primo piano al concordato ma che non potrà diventare alibi per non pagare. Perché, come sottolinea Grassani, il semplice concordato non eviterà al Modena il fallimento senza “soldini veri”.
In tal senso sarà fondamentale l’incontro in programma la prossima settimana tra Taddeo, Trenti e il Comune: da piazza Grande ieri è stata inviata una Pec (posta elettronica certificata) ai diretti interessati e quella di lunedì pare essere la data prescelta per provare a dirimere la questione del Braglia, capendo prima di tutto come il Modena si vuole comportare per saldare il debito pregresso. A portare le argomentazioni più convincenti dovrà ovviamente essere Taddeo, nello stesso giorno in cui i giocatori controlleranno il proprio conto in banca per capire se gli stipendi siano stati pagati.
Il primo confronto tra nuova proprietà del Modena e Comune sarà decisivo non solo per la sede di gioco delle gare di campionato, ma anche per l’eventuale revoca dello sfratto da uffici, magazzini e campi di allenamento: ad oggi, tra l’altro, il Modena non ha ancora ultimato il trasloco e da piazza Grande è pronta ad essere firmata l’ordinanza con oggetto lo sgombero coatto della sede di viale Monte Kosica. Entro venerdì i locali dovranno essere liberati, a prescindere da qualsiasi altro discorso. Poi, dopo l’incontro di lunedì, Taddeo sa bene cosa dover fare per riaverli. (m.c.)
Il nuovo amministratore del club canarino ieri ha avuto un incontro informale con il commissario giudiziale Claudio Trenti, per presentarsi e spiegare anche a lui di avere intenzioni serie.
Ora, però, c’è la prova dei fatti: entro lunedì andranno pagati ai giocatori gli stipendi di luglio e agosto, poi il portafoglio andrà aperto per riottenere lo stadio Braglia dal Comune. Facendo due calcoli rapidi, per superare in toto questi ostacoli servirebbe poco meno di un milione: oltre 200mila tra stipendi e tasse, 6mila a gara per il canone annuale d’affitto del Braglia (più i costi di sede e campi di allenamento) e 625mila per i debiti pregressi. A scucirli dovrà essere Taddeo, che a parole ha mostrato di volerlo fare aggiungendo però sempre: “nel rispetto del concordato”. Frase, quest’ultima, che nei prossimi mesi si sentirà più e più volte, che giustamente darà un ruolo di primo piano al concordato ma che non potrà diventare alibi per non pagare. Perché, come sottolinea Grassani, il semplice concordato non eviterà al Modena il fallimento senza “soldini veri”.
In tal senso sarà fondamentale l’incontro in programma la prossima settimana tra Taddeo, Trenti e il Comune: da piazza Grande ieri è stata inviata una Pec (posta elettronica certificata) ai diretti interessati e quella di lunedì pare essere la data prescelta per provare a dirimere la questione del Braglia, capendo prima di tutto come il Modena si vuole comportare per saldare il debito pregresso. A portare le argomentazioni più convincenti dovrà ovviamente essere Taddeo, nello stesso giorno in cui i giocatori controlleranno il proprio conto in banca per capire se gli stipendi siano stati pagati.
Il primo confronto tra nuova proprietà del Modena e Comune sarà decisivo non solo per la sede di gioco delle gare di campionato, ma anche per l’eventuale revoca dello sfratto da uffici, magazzini e campi di allenamento: ad oggi, tra l’altro, il Modena non ha ancora ultimato il trasloco e da piazza Grande è pronta ad essere firmata l’ordinanza con oggetto lo sgombero coatto della sede di viale Monte Kosica. Entro venerdì i locali dovranno essere liberati, a prescindere da qualsiasi altro discorso. Poi, dopo l’incontro di lunedì, Taddeo sa bene cosa dover fare per riaverli. (m.c.)
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