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Montella è pronto a spezzare il tabù

Montella è pronto a spezzare il tabù

Kalinic in forse, recupera Musacchio ma Calhanoglu e Conti sono ko

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MILANO. Invertire un trend deludente e interrompere una spirale di negatività. Questo è quello che Montella chiede al Milan nel derby verità di domenica sera. Due sconfitte consecutive in campionato hanno minato lo spirito di entusiasmo creato dal passaggio di proprietà e dal ricco mercato estivo: le prime critiche arrivate dalla dirigenza (Fassone a Genova), i primi fischi di San Siro (contro la Roma) e una classifica deficitaria che rischia di compromettere la qualificazione in Champions League. Quello che secondo Montella deve diventare «un'ossessione».

Il tecnico non vuole lasciare nulla di intentato e, senza lo squalificato Calhanoglu e l'infortunato Conti, sembra avere intenzione di utilizzare una variante del 3-5-2 visto finora: a Bonaventura è stata data grande libertà di movimento a partire dalla linea dei centrocampisti per cercare spazi sulla sinistra in modo che Suso potrà svariare sulla destra. Lo spagnolo è la grande speranza e al tempo stesso il grande punto interrogativo: lo scorso anno una doppietta all'andata ed una stagione da protagonista, nelle ultime settimane invece un momento di appannamento (dovuto anche al cambio di modulo) e la delusione della prima partita vissuta interamente in panchina da quando è tornato al Milan.

Musacchio ha recuperato dall'affaticamento muscolare e sarà della partita; qualche incertezza su Kalinic che non si è allenato con il gruppo dopo la lesione agli adduttori subita con la Roma. Montella spera di recuperarlo anche se può contare su André Silva, galvanizzato dai gol (9) realizzate con il Portogallo nelle qualificazioni ai Mondiali. Ma il Milan è al lavoro anche nel tentativo di aumentare i propri ricavi: una delegazione rossonera ha tenuto a Shanghai il primo seminario in Cina per attrarre nuovi potenziali sponsor. Ma per rendersi più appetibili serve la Champions League: perdere il derby significherebbe finire a 10 punti dall'Inter, contro cui il Milan, come ammette l’amministratore delegato Marco Fassone, «fa la corsa».

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