Carpi non dimentica e regala un’ovazione a Fabrizio Castori
di Fabio Garagnani
Grande tributo al tecnico del miracolo biancorosso «Che accoglienza, lo considero un premio alla carriera»
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CARPI. La giornata di Castori si apre con un premio, ritirato sotto la curva biancorossa un’oretta prima dell’inizio dell’incontro a Cabassi ancora deserto, spicchio escluso. Glielo consegnano i Guidati dal Lambrusco, che rompono così il ghiaccio con l’emozione. Forse solo per questo, quando Fabrizio Castori ritorna in campo non si ferma sulla panchina sbagliata, come gli era capitato in un Cesena-Varese di qualche anno fa. Abbraccia il presidente biancorosso Caliumi, poi stringe la mano a Calabro, buttando l’occhio su quella che è stata la sua poltroncina (trasloco al Braglia incluso) per tre formidabili anni. Nelle orecchie, applausi scroscianti, con tutto il Cabassi ad applaudire. Il contagio parte dalla tribuna, che lo vede per prima dall’imbocco dal tunnel, e si diffonde negli altri settori, primo tra tutti la Bertesi-Siligardi, che gli dedica cori e striscioni. Un tributo con pochi precedenti nelle vecchie mura del Cabassi. I libri di storia tramandano qualcosa di simile per Allegro Grandi, carpigiano adottivo e campione di ciclismo. Occorre spostare indietro le lancette del tempo. Facendolo, ci si accorge che proprio pochi giorni prima di quell’evento, il Carpi inaugurava la sua nuova casa, allora “Polisportivo”, prendendone cinque dalla Pro Gorizia. Era il 14 ottobre 1928. Il destino si è divertito così: facendo ritrovare il Carpi e Castori proprio nel giorno dell’89esimo compleanno del Cabassi, quasi fosse l’abbraccio di una storia a cui appartiene. Allora eccolo lì, il tecnico marchigiano, salutare rapidamente per quella forma di rispetto che deve ai tifosi cesenati. In tanti lo amano: Tolentino, Lanciano, Ascoli, Cesena ma solo al Carpi appartengono le vette delle sua vita professionale. E viceversa. La partita la vive come al solito: tutta in piedi e ai limiti dell’area tecnica. Dopo il fischio finale va a protestare con la terna arbitrale prima di uscire a braccetto con Pasciuti, salutato dagli ultimi applausi. Questa volta, e in modo irrituale, la conferenza stampa la vuole aprire lui mettendo i titoli di coda a una giornata particolare: “Considero l’accoglienza che ho ricevuto a Carpi e Cesena in questi giorni un premio alla carriera”.
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