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Modena: Taddeo, è l’ora della verità

Modena: Taddeo, è l’ora della verità

Serie C. Incontro con Comune, commissario Trenti e stipendi: il nuovo proprietario deve metterci i primi soldi

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Giornata cruciale per il destino del Modena, al pari di quelle vissute in estate quando la mancata iscrizione al campionato fu evitata al fotofinish. Vivere o morire, tutto è nelle mani di Aldo Taddeo: se tramuterà le parole in fatti, allora una flebile speranza di poter evitare il fallimento la si potrà conservare, altrimenti 105 anni di storia del Modena si avvicineranno sempre più verso i titoli di coda. Il nuovo proprietario del Modena oggi tornerà in città e sarà chiamato ad onorare gli impegni promessi. Come farlo è semplicissimo: pagando. C’è però una lunga serie di interrogativi che rende tutt’altro che scontata questa giornata. Il primo nodo riguarda gli stipendi di luglio e agosto da pagare ai giocatori per evitare un’ulteriore penalizzazione e il rischio che la società possa essere messa in mora già domani dai giocatori stessi. La cifra si aggira intorno ai 300mila euro e dovrà essere versata oggi sul conto corrente dei canarini. C’è però lo scoglio del concordato, secondo Taddeo: la giornata odierna coincide infatti con il termine ultimo per pagare le due mensilità ma, da regolamento, il primo giorno utile per liquidarle era antecedente a quel 3 ottobre nel quale il tribunale ha dato l’ok alla domanda di concordato: anche questi stipendi, dunque, sono al momento “congelati”. Per Taddeo – ma è stato lui ad architettare con Caliendo la cessione con concordato! – il diritto amministrativo vieterebbe di pagarli fino a quando non è stato presentato il piano di rientro dei debiti, in realtà commissario e giudice delegato possono benissimo autorizzare il Modena a rispettare questa scadenza sportiva: in fondo ne beneficia la continuità aziendale, quella concessa al club, e al tempo stesso il debito scende.

Dunque non si capisce dove sia il problema. L’altra partita da giocare riguarda il Braglia: alle 17 Taddeo incontrerà il commissario Trenti e i rappresentanti del Comune per chiedere che lo stadio venga riaperto dopo lo sfratto. Il debito da 625mila euro maturato da Caliendo è congelato, ma il Comune vorrà sapere se e in che misura Taddeo vorrà pagarlo e se, come si legge nella domanda di concordato firmata da Caliendo, quel debito è stato impugnato di fronte al Tar dell’Emilia Romagna, cosa che precluderebbe al Modena qualsiasi possibilità di tornare al Braglia. Poi Taddeo dovrà pagare canone d’affitto integrale o parziale, in quest'ultimo caso solo con fideiussione di una banca italiana che copra l’intero campionato. La cifra è di circa 150mila euro, includendo sede e campi di allenamento. (m.c.)

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