Il Sassuolo scivola: è penultimo
di Giacomo Gullo
È il peggior avvio di sempre per i neroverdi in serie A. Tabù Mapei, crisi del gol e scontri diretti decisivi
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Il peggior avvio di sempre, a pari merito con la falsa partenza dell’anno del debutto nel massimo campionato: con 5 punti nelle prime 8 giornate, il Sassuolo ha eguagliato il suo primato negativo in serie A. E col successo di ieri del Verona sul Benevento scivola al penultimo posto.
CONFRONTI
Una vittoria e due pareggi, proprio come nel 2013-14. La stagione è iniziata con un clamoroso passo indietro dal punto di vista dei risultati: una retromarcia che riporta al Sassuolo timido e balbettante che da matricola si presentò per la prima volta sul massimo palcoscenico calcistico nazionale. A ben guardare, le differenze ci sono. Quello era un Sassuolo che segnava di più rispetto all’attuale (7 gol contro 4) e allo stesso tempo incassava più reti: quest’anno sono 15, quasi due a partita, all’epoca ben 21. Quel Sassuolo, ricorderanno gli aficionados, si salvò con soli 34 punti, equamente distribuiti tra andata e ritorno. Difficile che la quota salvezza si confermi così bassa, anche se l’andamento lentissimo della coda della classifica - Genoa e Spal hanno 5 punti come il Sassuolo, Udinese, Cagliari, Crotone e soltanto uno in più - autorizza ad una proiezione finale non molto distante.
TABÙ MAPEI
A pesare come una zavorra in questo avvio sconcertante è soprattutto il rendimento casalingo. Anche la sfida di domenica non è servita per infrangere la maledizione del Mapei Stadium , quest’anno stregato per Magnanelli e compagni, che in casa devono ancora festeggiare la prima vittoria e al massimo hanno strappato due zero a zero (alla prima col Genoa e all’ultima contro il Chievo) che la dicono lunga sulle difficoltà offensive dei neroverdi.
NUMERI DA RETROCESSIONE
Terzultimi alla voce gol fatti, terzultimi alla voce gol subiti. il Sassuolo, infatti, è a pari merito in classifica con Genoa e Spal ma in questo momento ha una differenza reti peggiore: -11, contro i -5 del Grifone e i -7 dei ferraresi. I numeri, insomma, non mentono e se la classifica del Sassuolo è quella che è una spiegazione c’è.
SCONTRI DIRETTI DECISIVI
Con queste cifre impietose, le prove d’appello per il Sassuolo possono considerarsi finite. Di buono c’è che, delle sette squadre che insieme al Sassuolo sono comprese tra i sei e gli zero punti, i neroverdi di Bucchi devono ancora affrontarne ben cinque (Udinese, Crotone, Spal, Verona e Benevento) e negli scontri diretti già consumati contro Genoa e Cagliari il Sassuolo ha raccolto un pareggio e una vittoria. Possono sembrare dettagli ma la sensazione è che la salvezza del Sassuolo passerà proprio dagli incroci sul campo con le avversarie invischiate nella lotta per la sopravvivenza nella massima serie. Ecco perché i prossimi impegni, la trasferta di Ferrara e il match infrasettimanale al Mapei Stadium con l’Udinese, sono semplicemente determinanti per dare una piega diversa alla stagione del Sassuolo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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Una vittoria e due pareggi, proprio come nel 2013-14. La stagione è iniziata con un clamoroso passo indietro dal punto di vista dei risultati: una retromarcia che riporta al Sassuolo timido e balbettante che da matricola si presentò per la prima volta sul massimo palcoscenico calcistico nazionale. A ben guardare, le differenze ci sono. Quello era un Sassuolo che segnava di più rispetto all’attuale (7 gol contro 4) e allo stesso tempo incassava più reti: quest’anno sono 15, quasi due a partita, all’epoca ben 21. Quel Sassuolo, ricorderanno gli aficionados, si salvò con soli 34 punti, equamente distribuiti tra andata e ritorno. Difficile che la quota salvezza si confermi così bassa, anche se l’andamento lentissimo della coda della classifica - Genoa e Spal hanno 5 punti come il Sassuolo, Udinese, Cagliari, Crotone e soltanto uno in più - autorizza ad una proiezione finale non molto distante.
TABÙ MAPEI
A pesare come una zavorra in questo avvio sconcertante è soprattutto il rendimento casalingo. Anche la sfida di domenica non è servita per infrangere la maledizione del Mapei Stadium , quest’anno stregato per Magnanelli e compagni, che in casa devono ancora festeggiare la prima vittoria e al massimo hanno strappato due zero a zero (alla prima col Genoa e all’ultima contro il Chievo) che la dicono lunga sulle difficoltà offensive dei neroverdi.
NUMERI DA RETROCESSIONE
Terzultimi alla voce gol fatti, terzultimi alla voce gol subiti. il Sassuolo, infatti, è a pari merito in classifica con Genoa e Spal ma in questo momento ha una differenza reti peggiore: -11, contro i -5 del Grifone e i -7 dei ferraresi. I numeri, insomma, non mentono e se la classifica del Sassuolo è quella che è una spiegazione c’è.
SCONTRI DIRETTI DECISIVI
Con queste cifre impietose, le prove d’appello per il Sassuolo possono considerarsi finite. Di buono c’è che, delle sette squadre che insieme al Sassuolo sono comprese tra i sei e gli zero punti, i neroverdi di Bucchi devono ancora affrontarne ben cinque (Udinese, Crotone, Spal, Verona e Benevento) e negli scontri diretti già consumati contro Genoa e Cagliari il Sassuolo ha raccolto un pareggio e una vittoria. Possono sembrare dettagli ma la sensazione è che la salvezza del Sassuolo passerà proprio dagli incroci sul campo con le avversarie invischiate nella lotta per la sopravvivenza nella massima serie. Ecco perché i prossimi impegni, la trasferta di Ferrara e il match infrasettimanale al Mapei Stadium con l’Udinese, sono semplicemente determinanti per dare una piega diversa alla stagione del Sassuolo.
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