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Modena: Taddeo può riaprire il Braglia, gialli sul piede di guerra

Modena: Taddeo può riaprire il Braglia, gialli sul piede di guerra

La nuova proprietà trova l'accordo col Comune: se paga in anticipo l'affitto annuale può tornare allo stadio. La squadra non riceve gli stipendi: scattano messa in mora e minacce di sciopero

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Avrebbe dovuto essere il giorno dei fatti, intesi ovviamente come pagamenti, in realtà quello di ieri per Aldo Taddeo è stato solo il giorno del tanto auspicato incontro con il Comune, alla presenza del commissario giudiziale Claudio Trenti. Nessun euro si è però ancora mosso dalle tasche del nuovo proprietario del club gialloblù, né per quanto riguarda il pagamento degli stipendi ai giocatori né per riottenere lo stadio Braglia dopo lo sfratto. Eppure, al termine di un’ora e mezza di colloquio con l’assessore allo sport Giulio Guerzoni, Taddeo si è detto «molto contento per aver riaperto un dialogo con il Comune», aggiungendo con il sorriso che «l’incontro è stato molto positivo e nelle prossime ore toccherà ai tecnici definire gli aspetti dell’accordo».

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Dall’altra parte, cioè sponda Comune, le parole sono state decisamente più chiare: «Si è provato ad aprire un nuovo percorso – ha sottolineato Guerzoni – ma non si è giunti ad alcuna decisione. La conditio sine qua non perché il Modena possa riavere il Braglia è chiara: pagare in anticipo l’affitto per l’intera stagione». Cosa, quest’ultima, arcinota ma che evidentemente Taddeo ha voluto nuovamente sentirsi dire. E il tempo stringe sempre più. Partire dalla fine del racconto fa omettere dettagli non marginali: il primo a presentarsi davanti al Municipio, intorno alle 17,15 di ieri, è stato infatti l’ex portiere Stefano Tacconi, ufficialmente investito della carica di direttore generale. Ma Taddeo, arrivato pochi minuti dopo, si è presentato con uno squadrone al seguito: tre professionisti (due avvocati e un commercialista), il portavoce Andrea Prandi e anche due calciatori del passato meno noti che hanno presenziato solo per pochi minuti all’incontro. «Non appena saranno risolti i problemi principali – ha commentato Taddeo – saprete tutto. Ora aspettiamo solo di accordarci con il Comune, perché per il Modena è fondamentale giocare nello stadio della sua città. Stipendi? Non esiste stadio senza calciatori, vedrete…». Poche ore, dunque, per capire se almeno una virgola di questa frase si sposterà. «Dobbiamo fare le persone serie», ha concluso l’imprenditore varesino, poco prima che l’assessore Guerzoni ribadisse la posizione del Comune: «Se questa proprietà ha un progetto sportivo serio, logica vuole che paghi l’affitto per l’intera stagione. Non esistono escamotage o “accorducci”, le cose che ci siamo detti non possono essere fraintese. Per presente e futuro il Comune vuole garanzie, per il passato ci affidiamo alla procedura di concordato. Tutto pubblico e alla luce del sole, con la convinzione che professionalità del dottor Trenti sia la nostra migliore tutela. La nuova proprietà ha riconosciuto il debito e si è impegnata a riconoscere il Comune come creditore strategico. Domani (oggi, ndr) farò una relazione in giunta. Ora siamo alla prova dei fatti».

Marco Costanzini
 

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