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Montella e Mirabelli provano a fare pace aspettando il Genoa
MILANO. È precaria la posizione di Vincenzo Montella sulla panchina del Milan e, senza una vittoria domani col Genoa, potrebbe salvarlo dall'esonero solo il calendario. Nel giro di una settimana i...
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MILANO. È precaria la posizione di Vincenzo Montella sulla panchina del Milan e, senza una vittoria domani col Genoa, potrebbe salvarlo dall'esonero solo il calendario. Nel giro di una settimana i rossoneri affrontano Chievo e Juventus, quindi i tempi non sono certo ideali per un cambio di guida tecnica, affidando la squadra a uno degli allenatori sul mercato, da Luis Enrique a Laurent Blanc. Dopo 3 ko di fila in campionato (4 in totale, quarto posto a -7) e l'opaco pareggio di Europa League con l'Aek Atene, la situazione è delicata, ben lontana dalle ambizioni di una squadra ricostruita con oltre 200 milioni di euro. E sta venendo fuori più di una crepa. La più evidente è fra Montella e il ds Mirabelli. Ieri i due hanno pranzato assieme a Milanello, concedendosi un abbraccio a favore di telecamere. Ma le parole pronunciate dal dirigente («Tutti hanno un tempo») hanno avuto l'effetto quasi di delegittimare il lavoro dell'allenatore. Montella se l'è cavata con la battuta sulla «pillola per le sconfitte», esortando società e tifosi a supportare i giocatori, che «non sono tranquilli». Alla dirigenza non dispiacerebbe vedere per qualche partita la stessa formazione, dopo mesi di cambiamenti. «Da un mese si respira grande tensione nell'ambiente» ha spiegato l'ex portiere Marco Amelia, stupito dalla reprimenda di Fassone dopo il secondo ko, con la Samp: «Dopo le sconfitte Galliani ci diceva di non parlare e lavorare».
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