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Polveriera Modena, esplode l'ira di Capuano

di Marco Costanzini
Capuano furioso
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Capuano furioso

Clamoroso sfogo dell'allenatore durante l'allenamento: caccia tutti, viene trattenuto e si fa male ad una mano

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MODENA Terminato l’incontro con l’avvocato Pagliani, con la conferma dello sciopero di due giorni che porterà al rinvio di Fano-Modena, i canarini avrebbero dovuto allenarsi regolarmente. Così hanno effettivamente fatto, ma la seduta è durata poco più di dieci minuti.

Mentre i pochissimi tifosi presenti erano intenti a colloquiare con i rappresentanti dell’Aic, visti i cancelli ancora chiusi, urla improvvise hanno richiamato l’attenzione verso il campo. Sono bastati pochi istanti per capire cosa stesse accadendo, ampiamente sufficienti per chiarire che il clima tesissimo vissuto in casa gialloblù stava degenerando in uno scontro clamoroso tra Ezio Capuano e la squadra. Di più, perché la rabbia del tecnico è parsa incontenibile mentre i canarini, a testa bassa, sono rientrati negli spogliatoi.

Trattenuto a fatica dai suoi collaboratori, Capuano ha sfogato tutta la tensione accumulata in questi mesi sui suoi giocatori, con alcuni dei quali si è creata una frattura evidente.

«Se non ve ne frega più niente, io non resto qui per farmi prendere in giro. Andatevene via, mi sono rotto le palle di metterci la faccia per tutti. Ho due figli a casa, vado da loro anziché perdere tempo con voi»: frasi pronunciate con toni e modi ben più accesi, tentando di fiondarsi anche dentro lo spogliatoio senza riuscirci solo per l’intervento provvidenziale del vice Padovano e del preparatore atletico Truda. Poi calci e pugni a qualsiasi cosa trovasse accanto a sé, tanto da lasciare San Damaso con un sacchetto di ghiaccio istantaneo sulla mano.

Le scene alle quali si è assistito sono purtroppo lo specchio di una situazione al limiti, portata all’esasperazione da una proprietà – vecchia e nuova non cambia niente – che per prima ha umiliato squadra e tecnico, non pagando loro alcuno stipendio se non quello di giugno senza contributi e spostandoli qua e là come birilli per essere stata sfrattata dallo stadio Braglia, con tanto di due umilianti sconfitte a tavolino. In pochi credono alle promesse di Taddeo, tutti sperano di essere smentiti ma ormai si sono arresi.

Perché Capuano non ci abbia più visto dalla rabbia, tanto da discostarsi in questa circostanza dalla posizione dei giocatori, si spiega con lo sciopero di Fano. Il tecnico non avrebbe voluto la resa, in particolare dopo l’ultima proposta fatta da Taddeo alla squadra giovedì sera: revocare lo sciopero ma non la messa in mora. Il discorso era semplice: non ci perdete nulla, facciamo il nostro dovere fino in fondo nonostante mille difficoltà e, nel caso in cui lo promesse restassero tali, il 3 novembre potrete in ogni modo chiedere lo svincolo con tutte le tutele possibili tra tribunale (che sia concordato o fallimento) e fondi Aic per recuperare gli arretrati. Con possibilità di trovare squadra a gennaio, cosa che invece ad un allenatore è impedita nella stessa stagione sportiva.

La squadra, ormai d’accordo con l’Aic sulla linea da tenere, ha legittimamente scelto di non tornare sui propri passi. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è così arrivata pochi minuti dopo la conferma che la gara di Fano sarebbe stata rinviata per sciopero, all’inizio dell’allenamento di ieri pomeriggio: impossibile sapere quale sia stata la scintilla, ma è sempre più palese che pochi, ormai, riescono a tenere la testa sul campo.
 

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