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Montella al bivio: «Ma non ho paura»
Il tecnico rischia l’addio se non batte il Genoa, Kalinic dall’inizio
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CARNAGO (VARESE). Per la prima volta da quando è al Milan Vincenzo Montella è con le spalle al muro, obbligato a vincere con il Genoa. La panchina rossonera cambia posizione: non più a sinistra ma a destra, nella metà campo della Curva Sud. Montella conta invece di restare al suo posto, si dice «molto motivato e lucido», e sintetizza il proprio stato d'animo citando lo statista che ha guidato il Regno Unito attraverso la seconda guerra mondiale: «Per Churchill il successo è l'abilità di passare da un fallimento all'altro senza perdere l'entusiasmo. Sto passando da un fallimento parziale all'altro, e non ho perso l'entusiasmo, la convinzione e la felicità del primo giorno al Milan. Il rischio non mi spaventa, è nel mio Dna. Quando rischio dò il meglio». Ora rischia di pagare per tutti il mancato decollo di un progetto costato oltre 200 milioni di euro. L'esonero è uno scenario non più remoto da quando Mirabelli ha spiegato che «ognuno ha il suo tempo». «Massimiliano non mi dà suggerimenti, Faccio come mi pare. Il rapporto è consolidato, c'è grandissima sintonia», assicura l'ex attaccante, spiegando che sono normali le chiacchierate a fine partita con il ds e l'ad Marco Fassone, in cui «si consuma un vizio insieme», i sigari. L'allenatore ha annunciato Kalinic fra i titolari, senza svelare se ci sarà André Silva o se il croato giocherà al centro di un tridente.
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