Bucchi: «Una vittoria nata in settimana dopo un confronto»
nostro servizio di Riccardo Panini
Il mister: «Ho voluto uno scambio franco con la squadra e le risposte sono arrivate. Berardi? Ha giocato da leader»
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FERRARA. Si gode il successo Cristian Bucchi. Una vittoria che il tecnico del Sassuolo ha spiegato essere nata nel corso della settimana. «Non so se sia stato il miglior Sassuolo della stagione. Di certo è stato il più compatto e continuo. Era questo il nostro obiettivo. Nel corso della settimana ho voluto uno scambio franco con la squadra. Ci siamo parlati a viso aperto e ho chiesto ai giocatori delle risposte che sono puntualmente arrivate. Questo mi riempie di soddisfazione. Tante altre volte eravamo incappati in prestazioni a strappi e a sprazzi. Al Mazza invece, abbiamo tenuto sempre il controllo». E proprio per questo la sofferenza avrebbe dovuto essere di molto inferiore a quella sopportata: «E' mancata la cattiveria per chiudere prima la partita. Già nel primo tempo avevamo avuto ghiotte occasioni per raddoppiare. Credo che la prova contro la Spal sia stata emblematica e confermi quello che ho sempre detto ma che soprattutto ha sempre evidenziato il campo: creiamo tante occasioni da rete. Il nostro gioco è dispendioso, il 4-3-3 richiede questa intensità, ma direi che il gruppo ha nelle propria corde questo atteggiamento. Molti giocatori per noi fondamentali vengono da una stagione travagliata, occorrono perseveranza e lavoro quotidiano ed è ciò che stiamo facendo. Svolta? Forse è presto per fare questo ragionamento – ha proseguito Bucchi – di certo credo che questa vittoria ci regali quella serenità e quelle certezze che da molto tempo inseguivamo. Per noi in casa o fuori fa poca differenza ma è la gara con l'Udinese di mercoledì quella che potrà dirci se davvero abbiamo cambiato ritmo». Il rigore parato a Berardi è per Bucchi il trampolino di lancio per una riflessione sul suo giocatore più talentuoso. «I rigori si sbagliano. Io da giocatore ne sbagliai uno in una finale importante. Però è necessario andare oltre a questo. Domenico ha fatto una prova da leader. Tutti pretendono da lui la grande giocata o il gol, io invece ho visto un esempio: ha rincorso, lottato e incitato la squadra. I gol arriveranno e il suo talento sarà fondamentale per noi e per la nazionale».
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