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Modena, i gialli in coro: «La colpa non è nostra»

Modena, i gialli in coro: «La colpa non è nostra»

I calciatori canarini rispondono alle dichiarazioni di Taddeo con un comunicato «Chiediamo solo quello che ci spetta e cioè le mensilità di luglio e agosto»

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Non hanno potuto e non hanno voluto farlo in campo, tra stadio chiuso e stipendi non pagati, ma i calciatori del Modena ora intendono smarcarsi con decisione da ogni dichiarazione che li veda coinvolti nell’assurda telenovela societaria.

Dopo aver ribadito a più riprese le loro richieste alla nuova proprietà, supportati dall’Aic, in un comunicato diramato ieri sera i canarini hanno risposto all’intervista rilasciata da Aldo Taddeo sabato pomeriggio a Castelvetro, nel corso della quale l’amministratore delegato del club gialloblù si diceva scioccato per la scelta di scioperare di fronte ad ampie rassicurazioni. «Chiedo loro di revocare la messa in mora non appena avrò pagato ottobre, altrimenti che senso avrebbe pagare e trovarsi senza squadra tra pochi giorni?»: queste le parole di Taddeo, che aveva poi detto di voler capire se i giocatori, alcuni o tutti, fossero convinti di restare per contribuire alla risalita del Modena.

«I calciatori del Modena tengono a precisare ciò che è stato riportato dal presidente Taddeo in una intervista del 22/10 sulla richiesta di ritiro della messa in mora, affinché ci sia la massima chiarezza e trasparenza con la piazza, la città e i tifosi. Chiediamo luglio e agosto perché ci mancano tutte le mensilità da luglio ad oggi. Non abbiamo mai chiesto mensilità anticipate, solo quello che ci spetta. Nell’incontro di giovedì 19/10 la società non ci ha chiesto il ritiro immediato della tanto contestata messa in mora, ma solo dopo il pagamento di ottobre e novembre. Le messe in mora servono a noi calciatori (che abbiamo sempre svolto professionalmente il nostro lavoro fino ad oggi) a ottenere il rispetto dei nostri diritti. In merito alle suddette dichiarazioni del presidente noi calciatori, con la testimonianza dell’Aic, vogliamo inoltre smentire che ci siano “calciatori buoni e cattivi” in quanto ogni decisione è stata sempre presa all’unanimità da parte di tutti, e solo noi, 29 tesserati. Proprio per la nostra coesione abbiamo infatti ottenuto un rinvio della partita di Fano. Per la situazione che si sta passando si può ampiamente dire che in questo spogliatoio ci sono 29 capitani pronti a tutto per il proprio compagno. Nessuno cerchi di scalfirci e di addossarci responsabilità sulla sopravvivenza societaria del Modena! Adesso è il momento che la società mantenga le proprie promesse. Buon lavoro, la squadra». (m.c.)

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